lunedì 7 luglio 2014

Sella Ursic (Rabil)


Parcheggiare l'auto a Cave del Predil in prossimità cartello segnavia Cai nr. 511. Si scende per la strada per Cave fino a raggiungere località Plezzut. Si devia per Ortigara in Val Romana. Nei pressi di un'ampio piazzale si segue una buona carrareccia che affianca il Rio Bianco. Pedalando si oltrepassa il largo greto ghiaioso per risalirlo lungo il margine sinistro. Al termine si risalire sulla carrareccia verso destra entrando nel bosco fino al bivio sentiero segnavia Cai 519.


 Si prosegue sulla carrareccia di destra in salita sino al suo termine. La traccia di sentiero supera alcuni ruscelli poi in un tratto aperto raggiunge il bosco di faggio. Fin qui la traccia, seppur faticosa, risulta percorribile in mtb. Si deve prosegue a piedi lungo tornanti per sbucare in un' ampia zona detritica. 


Salendo a zig-zag si superano alcuni tratti rocciosi per poi svoltare a destra entrando nel costone boscoso. Si continua a stretti tornanti salendo ripidamente il pendio fino a raggiungere il punto chiave del percorso: un canale detritico stretto e molto ripido lungo circa una trentina di metri (richieste buone doti escursionistiche).



 Proseguendo in diagonale si raggiunge un ampio tratto franoso non percorribile. Si devia su traccia poco marcata tra cespugli di pino mugo. Ricollegandosi alla traccia principale si giunge in un ampia conca sotto Sella Ursic. 


Con lunga diagonale verso destra si perviene a la Portella (quota 1798 m). Si taglia verso sinistra (traccia inizialmente sassosa) per poi proseguire nel bosco per stretti tornanti. Si superano alcuni canali per poi giungere nei pressi di un abete secolare (tabella). Breve tratto ripido con stretti tornanti e poi ampia traccia che riporta all'abitato di Cave del Predil (diff. single trail S2/S3). 



Purtroppo nella parte bassa del bosco si registrano alcune interruzione causa la presenza di alberi abbattuti.

N.B. Si tratta di un’escursione ciclo alpinistica in ambiente selvaggio con panorami mozzafiato. Calcolare circa due ore di salita faticosa ed impegnativa con bici a spinta/spalla.

Bikers: Luciano, Daniele, Tiziano, Giulio



Buon divertimento

FrEe Ul BiKeRs

Luciano Cellitti




Località
Cave del Predil

Regione
Friuli Venezia Giulia

Tempo Percorrenza
4/5 h

Distanza
21.0 km

Dislivello
1122 mt

Difficoltà tecnica
difficile

Condizione fisica
duro


Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.

lunedì 30 giugno 2014

C.ra Avedrugno


Partenza nei pressi del ponte sul torrente Degano (cartello Madonna di Loret). Si sale su strada asfaltata verso Mione. In paese si gira a destra seguendo le indicazione per Mione. In discesa si arriva ad Agrons dove bisogna imboccarre sulla sinistra via Najaret raggiungendo in breve le ultime case della frazione. Ha inizio una ripida stradina a tratti cementata che porta con un rettilineo ed alcuni tornanti all'interno del Bosco Martin. Superato un bellissimo prato con degli stavoli si incontra la forestale che proviene da Mione (tabella in legno).


 Si pedala sempre in salita con pendenze ora meno accentuate e mantenendo sempre la carrareccia principale si perviene al successivo bivio (cartello Malga Navas). Si continua sulla destra in salita fino ad arrivare ad uno sbarramento con indicazioni di divieto (lavori boschivi pericolo caduta massi). Su di un foglio appeso alla sbarra sono stampati i numeri di cellulare dei due operai con l’invito a chiamare nel caso decidiate di proseguire.



 Dopo alcuni tornanti con un ultimo rettilineo si raggiungono i ruderi della C.ra Avedrugno. Il sentiero di discesa inizia poche decine di metri prima della casera diroccata, con un evidente invito che taglia la scarpata artificiale della nuova strada. Giunti ad una piccola insellatura si prende la traccia di sentiero che scende a destra verso Fieris. Il sentiero è bollato rosso/arancio ed è complessivamente impegnativo. Inizialmente scorre lungo un parte lineare in falsopiano e leggera discesa in prevalente bosco di abete. La parte centrale è caratterizzata da pendenze più accentuate e tornanti ampi e stretti in bosco di faggio (singolare passaggio sotto un enorme albero abbattuto). Infine, dopo un brevissimo tratto in contropendenza (bivio con variante per la Costa di Muina), la parte terminale presenta tornanti stretti e pendenze mai eccessive in bosco misto abete-faggio.


 Ci sono ancora alcuni alberi abbattuti che interrompono la discesa (diff. single trail S2). Giunti sulla strada nei pressi della casera Fieris (in fase di ristrutturazione) si prende a scendere su strada asfaltata. Al bivio si prende in lieve contropendenza la sterrata (segnavia Cai 221). In discesa si raggiunge uno spiazzo erboso dove attualmente sono in corso delle lavorazioni boschive. Sul limitare del prato (sinistra) tra gli alberi si intravede un sentiero (nastro bianco rosso). Si percorre una traccia ripida non obbligata lungo una crestina leggermente esposta fino ad arrivare ad uno spiazzo erboso dove sulla destra si prende una comoda mulattiera che termina sulla carrareccia che sale a C.ra Lunas (diff. single trail S2). 



Si prosegue a destra in falsopiano lungo la sterrata fino ad oltrepassare uno stavolo (cartello pericolo). Poco dopo sulla sinistra si nota l’inizio di un sentiero. Si scende prima seguendo una traccia sottobosco poi lungo un sentiero attualmente poco visibile perché nascosto dalla vegetazione (alcuni nastri bianco rossi sbiaditi). Guadato a piedi il rio Riul si continua con saliscendi fino ad una piccola frana. Bisogna superare un albero abbattuto e poi immettersi nella bellissima mulattiera che scende fino a Muina. (diff. single trail S1).



 La traccia segna la deviazione per Corva. Da Muina si prende un ultimo breve sentiero che sbuca sulla strada per Raveo in prossimità del torrente Degano.




Buon divertimento

FrEe Ul BiKeRs

Luciano Cellitti




Ps. Si ringraziano per la collaborazione i biker Alberto e Tiziano. Cinzia per avermi accompagnato più volte nelle esplorazioni zona Muina e dintorni.


Località
Muina

Regione
Friuli Venezia Giulia

Tempo Percorrenza
2,5/3 h

Distanza
19.0 km

Dislivello
1290 m

Difficoltà tecnica
medio/difficile

Condizione fisica
medio


Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.

giovedì 24 aprile 2014

Lauco mtb trail





Partenza da Villa Santina (Tolmezzo).
Si prende la ciclabile per Ovaro.
Si sale per Chiassis e si gira a destra direzione Trava.
Tutta la salita (fino agli stavoli di Aries) risulta faticosa causa una pendenza impegnativa. Da Aiers in sù si registra (ad oggi) la presenza di neve che non rende ciclabile la pista forestale che porta a Malga Claupa. Poco sopra gli stavoli sulla destra si nota l'inizio del sentiero che porta a Val (indicazione vernice rossa su albero). Il sentiero in traverso con alcuni saliscendi digrada verso la frazione (diff. single trail S2).


Dal paesino si imbocca il sentiero Ivano Cimenti che con un lungo diagonale (alcuni saliscenti) traversando le pendici del monte Marsins giunge a Vinaio (diff. single trail S2 fare attenzione al fondo e ad alcuni tratti esposti). Si prosegue su strada asfaltata fino a Allegnedis.



Dal cimitero del paesino si segue un sentiero lastricato che interseca la strada principale per poi prendere un'altra traccia (non obbligata) che giunge a Lauco (diff. single trail S1).


Si attraversa il paese e si punta direttamente alla chiesa. Di fianco al cimitero ha inizio la mulattiera selciata che scende a Villa Santina. Percorrendo alcune scorciatoie (bolli rossi) si perviene ad un bivio. Si gira a sinistra e con un sentiero dal fondo sassoso (panoramico) si perviene all'abitato di Villa. In brev si raggiunge il punto di partenza.



N.B. Il sentiero che da Aires raggiunge Val e il sentiero Ivano Cimenti per Vinaio presentano attualmente alcune interruzioni (alberi abbattuti). Ciò rende discontinua la loro percorrenza in sella alla mtb.


Tempo Percorrenza
3 h
Distanza
24.0 km
Dislivello
1127 m
Difficoltà tecnica
medio
Condizione fisica
medio/duro



Buon divertimento


Luciano Cellitti
FrEe Ul BiKeRs




Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.

lunedì 3 marzo 2014

M.te Carnizza Tamar




Partenza da Nimis. 
Passando per Clotz si raggiunge l'abitato di Sedilis. 
Si prende a salire la strada per il M.te Bernadia. 


Si giunge in breve tempo a Useunt dove c'è la chiesetta della Madone da la Pas. 
Una serie di tornanti portano velocemente in vetta al monte dove si trova il forte restaurato e un monumento (faro). 



Vista panoramica su tutto il Friuli. Si scende a ritroso fino ad imboccare sulla destra una carareccia. 
Al piazzale erboso si gira sulla destra fino ad arrivare in cima al monte Carnizza (860 m) dove è situata un'antenna. Discesa su single track fino a giungere sulla strada asfaltata che scende a Villanova delle Grotte (diff. single trail S2). 
Si percorre in salita la strada verso il M.te Bernadia per una cinquantina di metri. Sulla curva si imbocca sulla sinistra il sentiero che scende verso Tamar.


 Ad un bivio si mantiene la sinistra e dopo breve risalita a piedi si sbuca sulla strada asfaltata (diff. single trail S2). Dalla frazione si prende a scendere lungo un breve single track che porta sulla strada del Bernadia (che sale a Villanova delle Grotte (diff. single trail S2). 



Si scende la strada panoramica fino loc. Ramandolo (chiesetta) dove si imbocca breve sentiero che porta ad una sterrata. In breve si raggiunge il punto di partenza.

Tempo Percorrenza 2/2,5 h
Distanza19.0 km
Dislivello 762 m
Difficoltà tecnica medio difficile
Condizione fisica medio




Buon divertimento

Luciano Cellitti
FrEe Ul BiKeRs




Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.

giovedì 16 gennaio 2014

Porzus M.te Scalutta B.go Faris



Partenza da Attimis. Si sale lungo la rotabile per Subit. Poco dopo, sulla destra, ha inizio la strada che porta al paese di Porzus. Salita su fondo asfaltato abbastanza impegnativa per la pendenza. Giunti al paese si prosegue in direzione Subit. Poco prima di giungere al bivio Subit/Canebola su una curva destrosa di scorge tra i due guardrail la traccia di un sentiero. Lo si percorre fino ad incrociare il sentiero tematico (14) che riporta a Porzus. Diff. single trail S1. Dalla piazza si percorre la pista forestale in direzione m.te Scalutta. Dopo una breve salita entrati nel bosco ha inizio sulla sinistra il sentiero di discesa (cartello Attimis B.go Faris Racchiuso). Proseguendo dritti si raggiunge la postazione di lancio per il parapendio. La discesa si presenta impegnativa a causa delle pietre affioranti e della pendenza in particolare nel tratto finale. Attraversata la strada percorsa in salita per due volte si scende raggiungendo un bivio. A sinistra si scende a Racchiuso (http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/6673). Si prosegue con qualche saliscendi fino ad che il sentiero non si trasforma in vero e proprio colatoio di acqua. Da evitare dopo giornate di pioggia. Diff single trail S2/S3. Ad oggi nella parte finale alcuni alberi abbattuti impediscono la discesa in mtb. Immessi in una carrareccia si giunge a B.go Faris. Per la via dei castelli si ritorna ad Attimis.




Tempo Percorrenza 2 h
Distanza16.0 km
Dislivello 843 mt
Difficoltà tecnica difficile
Condizione fisica medio

By Luciano MTB

Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.

giovedì 2 gennaio 2014

"MOGGIO SUPER BIKE"

Ricevo e pubblico con immenso piacere le ultime news da Moggio, gli instancabili bikers Roberto, Bepi e Giordano nuovamente al lavoro per la realizzazione di percorsi destinati ai bikers più esigenti




IL GRUPPO MTB DI MOGGIO UDINESE, DOPO ALCUNI MESI DI DURO LAVORO, HA REALIZZATO QUELLO CHE SARA' DESTINATO A DIVENTARE IL GIOIELLO DELLA MTB MOGGESE, RISERVATO A BIKERS MOLTO ESPERTI CHE DESIDERANO PERFEZIONARE SIA LE PROPRIE PRESTAZIONI FISICHE CHE QUELLE TECNICHE SU UN PERCORSO OSEREI DIRE VERAMENTE STUDIATO AD OK... 
QUESTO ENNESIMO ITINERARIO E' STATO DENOMINATO PER L'APPUNTO: "MOGGIO SUPER BIKE".






Roberto Tomat

VI ASPETTIAMO DUNQUE, ANCHE DURANTE IL PERIODO INVERNALE !!! 

Per ulteriori chiarimenti,  (Roberto 335-7076262)







mercoledì 18 dicembre 2013

Hannah Barnes - Northwest: A Scottish Adventure


Courtesy of Tyler Maine, Cut Media and Pinbike, I present to the readers of the blog a new exciting adventure of blonde Hannah Barnes.

The best congratulations to Hannah and all the staff, a wish for his future bike adventures.



http://www.pinkbike.com/news/Video-Hannah-Barnes-North-West.html


Hannah Barnes - NORTH WEST: Hannah Barnes goes on an epic adventure up the West Coast of Scotland, taking in the most incredible scenery, beaches and trails Scotland has to offer. The Cut Media guys went along for the trip to shoot an incredible documentary on the whole thing!


Words by Hannah Barnes, photography by Andy McCandlish





I've lived in Fort William from the age of seven, and my brother Joe from five. My family moved up from the English Lake District to be near to the sea for sailing, bigger mountains to explore and a more relaxed vibe with fewer people. Apart from a few years away at University, Fort William has always been home. It's an awesome place to live, and I love coming back after trips away. Travelling every year to lots of new and exciting places for racing, riding and other adventures is a fantastic way to live life and see the World. It's also made me really appreciate being at home and the quality of life Scotland has to offer.

I decided that as I spend a large proportion of the year racing and travelling, I wanted to explore what was on my doorstep. Growing up we explored the West Coast a lot as a family, going sailing on every family holiday around the islands. When I was 15 a friend and I sailed on a creaky old wooden boat from Fort William up to the Lofoten Islands in the North of Norway (I can't believe my parents let me!!). I don't think I'll ever turn down the prospect of an adventure! That was a long time ago, and long before I started riding bikes. I decided it was about time I headed North on an adventure with my bike! Finishing the trip at the most Northern point of Scotland, Cape Wrath, seemed like a fitting place to end the journey, and getting there would cover all the remote and wild places I've always been keen to ride and explore.

After chatting over some ideas with Stu Thomson from Cut Media, we thought it would be cool to document the trip and make a film about it. We wanted to show the personal journey, the mountain biking, Scotland and what an awesome a place it is! To do it properly we needed a good team of friends, and a camper van! Our crew consisted of Stu as filmer/director, Stu's brother-in-law Lec Park was our RC helicopter pilot, Dave Mackison as filmer and camper-van driver, and Andy McCandlish as photographer. We were all already really good friends, so it was awesome to be able to do such a cool trip with this crew of talented peeps! Gradually a plan came together, and we got to work devising the route and the logistics of filming it. I was to ride the 'Cape Wrath Trail' a walking route from Fort William all the way North to Cape Wrath. The route is 250 miles long, so we had to figure out the logistics of covering the ground in the best way possible, so that I could ride as much single track as possible in the week we had to do it.



Day One: Fort William - Glenfinnan - A'Chuil Bothy 

I headed from home with my bike and bag and jumped on the tiny passenger ferry from Fort William to the other side of Loch Linnhe. From here I set off riding and my journey began! I met the guys in Glenfinnan, had some tea and food and set off up the Glen and over towards A'Chuil bothy. The old guy in charge of Glenfinnan Estate said we weren't allowed to film, and we better watch out because he had a rifle and wasn't afraid to use it! Charming!

The fast and gradually climbing fire road quickly became very overgrown and turned into a largely nondescript 'trail'. At the top there was a random abandoned gate, so that was vaguely reassuring. I stupidly only took cereal bars with me, so I was obviously already starving! The trail wasn't very apparent, there were sheep tracks though so I followed those down into the valley, then followed the river to eventually see a road and what must be the track to the bothy. I got stuck in some deep bogs away from anything which looked like solid ground, which was slightly scary! If I started properly sinking I planned to lie my bike down flat and stand on it like it was an island. I luckily didn't need to test my theory.
It was great to reach the bothy just as it was getting dark, and get inside away from the blood sucking midges! The boys had got a bit worried as I'd been gone for hours. We were all absolutely starving, and I couldn't wait for some food. Dave had kindly made some pasta, but as we didn't have a sieve, and instead of using the pan lid, he'd left it in the water and just added some sauce, so it was now a congealed mess. It was pretty funny, and we ate what we could stomach! All the wood outside was soaked through, so Lec started a fire using the ink from a set of Sharpie pens. Quite an expensive way of doing it, but they are evidently extremely combustable and it got us a roaring fire!






Bothy Life: Planning for the route for the next day in A'Chuil Bothy
Andy knew the areas we were riding and travelling through pretty well, so it was great to have his sound advice to influence route choice. As Day One had taken so much longer than we had expected, with the heavily soaked ground due to all the rain we'd had, and a distinct lack of trail ahead, we decided that the next day we would miss out the next long boggy section and drive to Sheil Bridge and set off riding from there and hopefully find some sweet single track!
Day Two: Glen Pean Bothy - Lochcarron 

Stu came with me on day two, for some company and also to try and film some of the days adventures. I was really pleased he did, as it was another really long ride in not very nice weather, and the last part of the trail was so sketchy and hard to find. Reaching the Falls of Glomach was awesome, such an incredible and beautiful waterfall which I didn't even know existed before going there. The trail from there was pretty hard to find and was so sketchy, traversing the side of the valley, it was hard to believe that was actually the trail. It was as it turned out, and we made it to the bottom alive!



Hiking around Falls of Glomach
Heading over to meet the guys, back to the camper and stay in Lochcarron for the night we were absolutely soaked, and I could see me quickly running out of clothes on the trip. Dave and Lec weren't complaining however, while we were riding they'd spent an enjoyable day in the camper drinking tea and vandalising a page 3 girl with shaving foam. We used the shower room of the camper van as a bit of a drying room for wet and muddy clothes, which realistically had no chance of drying. The rain that evening was unrelenting, and it was a fairly wild night! We decided to head to the local pub for some hot food and some warmth. The landlord was a fairly eccentric character, his two manic black labradors sprinting up and down chasing their frisbees in the pub gave us some entertainment. After a good meal and a few barely palatable whisky's from the Landlord (I hate the stuff and would far rather some tea, so Andy was quick to offer to finish mine), the boys persuaded me to get my fiddle out and play a few tunes. It would have been awesome to have some others to play tunes with, you can't beat a good session! 


Day Three: Loch Carron - Loch Ewe 

My good friend Rachael Walker arrived first thing in the morning to share the day's adventure with me. It was awesome to have Rach along, a great riding buddy and nice to have some lovely girly chats to break up camper van life with four guys! It was a beautiful sunny day, and we were riding awesome singletrack through the famous Torridon mountains. After the last couple of wet and muddy days, it was great to have some sun and nice trails! On a relatively simple navigational route, we somehow managed to take a wrong turn. If I remember rightly, we were chatting about boys and baking cakes. We unnecessarily pushed and carried our bikes up to a saddle between two mountains, realised our error, then went off-piste to try and find the trail again. We were soon back on awesome singletrack and riding down to Loch Torridon with huge grins on our faces. We met the guys, had a quick bite to eat then finished the day with an epic night ride as we had been aiming to finish the day in Loch Ewe and were a bit behind schedule.

The evening midges were horrendous, and we couldn't stop or we got eaten alive! By then, we didn't want to ever look at another cereal bar ever again we had eaten so many! It was a lovely evening though, riding along the edge of Loch Maree as the sun set and a beautiful rainbow came out, it felt like we really were in the middle of nowhere. We arrived in darkness a couple of hours later, soaking wet, exhausted and hungry. It was such an amazing day, and we were ready to eat as much as we could and go straight to sleep. 



Day Four: Loch Ewe to Durness

We woke up to a beautiful sunrise and spectacular sunny views out to sea. We had heard that there was no real trail or nice single track from where we were, so we headed in the Camper to Arvreck. There was a really cool old ruined castle there, and hopefully a trail! Today I was back riding on my own again as Rachael had to head south to do a DH race. There was no trail… just an open hillside where the trail supposedly was. We headed in the camper to Loch Glen Dubh, and I picked up the trail from there. It was really fun heading off along a trail, with no real idea of what to expect. A single dotted line on the OS map was anything from a desolate hillside to a forest track. That was all part of the adventure, up in the mountains with just my bike, a map, and a few food and bike supplies.

We arrived at the sea and a beautiful long golden beach on a sunny evening which was awesome, definitely a highlight of the trip. Finishing the ride with a swim in the sea was the business. What wasn't the business was going into the sea a second time because the Go-Pro was strapped to the Heli backwards, it was bloody freezing! The guys stood a safe distance away on the beach in their nice warm jackets. It was so refreshing, but not so good for my already bad cold! It was such a full on trip, with not enough sleep and proper food, with long days out riding, so I was getting pretty run down and having lots of cold medicine. I wasn't complaining though, it was awesome and we were certainly packing it in!

That evening we arrived at Durness and parked the camper up on the cliff edge, with a spectacular view of the beach and the rough and wild sea. It was the first time during the trip we all got to have a shower, the best feeling ever after four days of riding! It was so much fun hanging out with Dave, Lec, Stu and Andy… the banter was in full swing and I didn't stop laughing the entire trip (other than when I was by myself at the top of a mountain, cold and hungry). That night we made a fire on the beach, had some beers and chilled out by the fire. Awesome! 



Day Five: Durness to Cape Wrath

Andy had had to leave the evening before, it was sad times to see him drive off and break up the dream team. We had to complete the trip and do the last day without him. That morning I jumped on the small passenger ferry over to the other side, and the road to the Cape Wrath light house. Only the mini bus taking people to the light house is allowed on the road, no other cars which is cool. The bus goes so slowly, it's actually about the same speed to ride there. It's a very barren and desolate place, beautiful and wild and it definitely felt like the edge of the world as I was riding towards the lighthouse, with vast views out to sea. There were big craters everywhere from Military bomb training, which was quite surreal. Arriving there was awesome… perfect blue skies, the tallest cliffs in Britain, endless sea and a huge lighthouse. We were all really happy to have made it, after an exhausting and incredible week!

On the bus back to the boat, we met a Scotty dog from Germany who's owners had brought him all the way to Cape Wrath to show him his homeland. The journey took forever, the driver was really strange and kept stopping to chat and tell various stories every two minutes. It didn't help that Dave kept asking him questions. The tide had gone right out when we got to the boat, and we nearly didn't make it back, the boat was skimming the bottom and we had to jump out onto a sandbank before we got to the slipway! We had an outburst of high fives and hugs, then loaded up the camper van ready for the long truck home. I think we'll have all slept pretty well that night!

A huge thank you to everyone who has supported the making of this film! Thanks to the Cut Media guys Stu, Lec and Dave for all their hard work and Andy for the support and amazing images. It was an incredible week to remember!


Kinlochbervie


Stu Thomson http://www.cutmedia.com
Hannah Barnes http://www.hannahbarnes.co.uk
Orange Mountain Bikes http://www.orangemountainbikes.co.uk
The Outdoor Capital of the UK http://www.orangemountainbikes.co.uk
Visit Scotland http://www.visitscotland.com





venerdì 22 novembre 2013

NAVAD GPS ciclocomputer TRAIL 'Sviluppato da ciclisti per ciclisti'

NAVAD GPS ciclocomputer TRAIL 'Sviluppato da ciclisti per ciclisti'




Accessori inclusi nella confezione per NAVAD Trail: supporto al manubrio, carica batteria 220V/USB (spina europea) e cavo USB

Download gratuito della cartografia con copertura mondiale


Dettagli'Subito pronto per ogni tipo di avventura!'

L'utilizzo dei sistemi GPS significava innanzitutto studiare le indicazioni per ore ed ore, prima di godere effettivamente di tutti i vantaggi e le prestazioni.
I navigatori NAVAD stupiscono per la grande semplicità gestionale, che non richiede tanta attenzione, ma lascia spazio al DIVERTIMENTO! e all'esplorazione di nuovi percorsi.
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Principali caratteristiche:

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- Case robusto, resistente all'acqua, alla polvere e agli urti (IPX7)
- Bussola e barometro (altitudine barometrica) digitali con accelerometro
- Navigazione intuitiva con percorsi e punti di interesse
- Memoria illimitata per la registrazione di sentieri e itinerari 
- Aggiornamenti continui gratuiti
- Menu multilingue (francese, inglese, tedesco, spagnolo, italiano)
- Funzione SOS (invio QR-code per la localizzazione e luce d'emergenza)
- Colore giallo/nero
Scheda tecnica:

- Antenna High-sensitivity GPS(USA) & GLONASS(Russia)
- Processore S3C2416 CPU 400 Mhz
- Memoria integrata 4GB
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