venerdì 22 novembre 2013

NAVAD GPS ciclocomputer TRAIL 'Sviluppato da ciclisti per ciclisti'

NAVAD GPS ciclocomputer TRAIL 'Sviluppato da ciclisti per ciclisti'




Accessori inclusi nella confezione per NAVAD Trail: supporto al manubrio, carica batteria 220V/USB (spina europea) e cavo USB

Download gratuito della cartografia con copertura mondiale


Dettagli'Subito pronto per ogni tipo di avventura!'

L'utilizzo dei sistemi GPS significava innanzitutto studiare le indicazioni per ore ed ore, prima di godere effettivamente di tutti i vantaggi e le prestazioni.
I navigatori NAVAD stupiscono per la grande semplicità gestionale, che non richiede tanta attenzione, ma lascia spazio al DIVERTIMENTO! e all'esplorazione di nuovi percorsi.
NAVAD é sviluppato e concipito da biker professionisti per tutti i tipi di appassionati del ciclismo. Il suo Design essenziale si adatta perfettamente al mondo biker. 
 
NAVAD offre ai diversi utenti l'apparecchio che più si addice ai propri interessi
NAVAD TRAIL è il compagno ideale per ogni tipo di Touring, Training e Trailriding e di più. NAVAD TRAIL offre una cartografia dinamica e una navigazione intuitiva per pianificare e di seguito documentare un tour.
Principali caratteristiche:

- Schermo touch (abilitato all'uso con guanto) antiriflesso a colori da 3.0" WQVGA TFT LCD (240x400 pixel) e retroilluminazione
- Case robusto, resistente all'acqua, alla polvere e agli urti (IPX7)
- Bussola e barometro (altitudine barometrica) digitali con accelerometro
- Navigazione intuitiva con percorsi e punti di interesse
- Memoria illimitata per la registrazione di sentieri e itinerari 
- Aggiornamenti continui gratuiti
- Menu multilingue (francese, inglese, tedesco, spagnolo, italiano)
- Funzione SOS (invio QR-code per la localizzazione e luce d'emergenza)
- Colore giallo/nero
Scheda tecnica:

- Antenna High-sensitivity GPS(USA) & GLONASS(Russia)
- Processore S3C2416 CPU 400 Mhz
- Memoria integrata 4GB
- Memoria espandibile con micro SD (fino a 32 GB) non inclusa
- Collegamento tramite Micro-USB
- Batteria ricaricabile ed intercambiabile litio-ione con ca.9-12 ore di autonomia (ricarica tramite USB)
- Dimensioni 58mm x 105mm x 23mm
- Peso solo 142g
- Certificazioni FCC, CE, IPX7

N.B.:Il modello base Trail della NAVAD non é compatibile con la cintura toracica (misurazione frequenza cardiaca) e il kit cadenza/velocitá (misurazione frequenza della velocitá e pedalata).


Prezzo€ 349,00
 
Per l'acquisto vai direttamente al nostro Onlineshop!
http://www.bikesuspension.com/Marchi/Navad/pro_4799/index.html#
 

Per ulteriori informazioni:Consulti il manuale NAVAD nella confezione.
 
NAVAD App:Per l'organizzazione di itinerari e mappe i clienti possono usare liberamente l'applicazione su web (JAVA) o scaricare l'applicazione PC. Con il App gratuito della NAVAD la comunicazione tra Computer e apparecchio NAVAD diventa automatizzato. Controlla gli aggiornamenti e aiuta a condividere facilmente interi progetti e circuiti.







venerdì 9 agosto 2013

Orange Mountainbikes


Tutto ebbe inizio una ventina di anni fa quando due ragazzi, Lester Noble e Steve Wade, insoddisfatti dei prodotti disponibili in Inghilterra in quel periodo, iniziarono a costruirsi dei telai.
L’efficacia dei loro mezzi e la facilità con cui si lasciavano condurre dalla passione ne decretò prima il successo agonistico, poi quello commerciale.


I tre titoli da campione del mondo conquistati nella discesa da Steve Peat confermano che la filosofia della piccola factory dello Yorkshire riesce a competere con i grandi brand.


Il particolare design del tubo obliquo e lo studio del carro posteriore sono merito dell’ingegnere Andy Mc Leish che ha saputo mantenere invariate le caratteristiche di efficacia e comfort su tutti i modelli MonoCross.


Per tutti i modelli il principio ispiratore è la semplicità, anche se il processo produttivo risulta molto complesso poiché la maggior parte dei prodotti Orange inizia da una lastra di alluminio 6061 tagliata e sagomata con i più evoluti macchinari di precisione e quindi saldata al Tig da mani esperte con dettagli lavorati dal pieno.


Trattamento termico e verniciatura rispettano i più alti standard disponibili nel Regno Unito, come l’assemblaggio e l’accurata selezione dei componenti.


Non a caso infatti Lester e Steve ritengono che possedere una Orange sia un privilegio e quando se ne acquista una non si porta a casa solo una bicicletta, ma una delle più sofisticate attrezzature sportive oggi disponibili sul mercato, con la sicurezza di aver investito in un prodotto longevo che non si svaluta in un paio di stagioni.



Il buon Pepi Innerhofer, importatore del marchio in Italia definisce una Orange… la Aston Martin delle mountain bike… beh non serve aggiungere altro!!! Detto da lui poi….






Ringrazio per la gentile concessione:


lunedì 29 luglio 2013

B.S.C.

I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio.

Leonardo da Vinci








Un post che mi sento di creare per i lettori del blog riguarda un team di esperti che lavora a tempo pieno nel magnifico e allo stesso tempo complicatissimo mondo della evoluta mountainbike.
Pepi Innerhofer, l'Harry Potter dell'ammortizzatore per eccellenza... non bacchette magiche ma sapienti mani collaudate nel tempo, guida la B.S.C. a 360° per tutto ciò che riguarda la bicicletta; dalla vendita all'assistenza.




Pepi, opera in una vera e propria sala operatoria...






Chiamando la B.S.C. Carmen saprà darvi tutte le risposte alle vostre domande...
La sede dell'azienda la trovate a:

Via Monte Leone 4
39010 Cermes (BZ) - Italy
Tel.: 0473 563 107 
Fax: 0473 559 630
E-Mail: bsc@pepi.it 




Il Team DH "Ezio Bike" affida la preparazione delle proprie Orange a B.S.C. e i risultati sono fra i migliori!!!







venerdì 26 luglio 2013

Guida ai percorsi ciclabili del Parco Naturale delle Prealpi Giulie



Dopo un anno di intenso lavoro, con immensa soddisfazione vi annuncio che "La guida ai percorsi ciclabili del Parco Naturale delle Prealpi Giulie" è ultimata e visionabile presso i punti info del Parco Naturale; centro visite di Resia o alla mostra miniera del Resartico.

(Ente parco naturale delle Prealpi Giulie - Piazza del Tiglio, 3 - Fraz. Prato 33010 Resia (UD) Tel. +39 0433 53534 - Fax +39 0433 53129 - info@parcoprealpigiulie.it   http://www.parcoprealpigiulie.it)


Questo book andrà a collocarsi nel prezioso cofanetto che già custodisce le guide; trekking, alpinismo, percorso botanico del Plauris e sentiero ecologico del Foran dal Mus.




 La guida vi accompagnerà nello scoprire in bicicletta gli itinerari più suggestivi del Parco...



Cartine dettagliate e a colori...



Tabelle con distanze, dislivelli e difficoltà...



Descrizioni accurate accompagnate da foto a colori



Ricordo i bikers a rispettare l'ambiente e gli animali che si incontreranno durante le escursioni...



Un ringraziamento particolare per l'opportunità che mi è stata riservata và a tutto il team del Parco; ai miei più stretti collaboratori;

Marco di Lenardo
Alessandro Benzoni



26 luglio 2013, Devis Deotto






sabato 18 maggio 2013

DOWNHILL vito d'asio troi Piero Bicia

La gara mtb enduro che si correrà a Giugno sui sentieri curati dal Piero Bicia a Vito D'Asio.




sabato 29 settembre 2012

Parco Naturale Prealpi Giulie




Mi è capitato diverse volte di sentir parlare dell’esistenza di un parco naturale nella zona del Canal del Ferro-Val Resia e ho spesso visto durante alcune mie  escursioni in MTB dei cartelli riportanti illustrazioni e descrizioni su flora, fauna, morfologia, geologia e storia del parco aventi il marchio “Parco Naturale delle Prealpi Giulie”; forse per la foga di arrivare in cima e godermi la meritata discesa e l’assenza di cartelli di divieto per le bici  non ho mai approfondito l’argomento, fino a qualche giorno fa, quando ho avuto modo di conoscere lo Staff della sede principale del Parco Naturale con sede a Prato di Resia.



CENTRO VISITE DI RESIA

Piazza del Tiglio, 3 – 33010 Resia (UD)
tel. 0433 53534 – fax 0433 53129
e.mail: info@parcoprealpigiulie.it






Durante la mia visita ho potuto conoscere chi veramente si è preso a cuore questo ritaglio di terra, chi ci lavora, ci crede e lo conserva mettendolo a disposizioni di tutti.
Nel parco le MTB non sono bandite (per ora!) raccomando quindi a tutti i cicloescursionisti il rispetto per il territorio, evitando di lasciare qualsiasi segno di passaggio, attenzione inoltre,  a non raccogliere alcun tipo di pianta o fiore e a non spaventare gli animali che ci vivono (NOI SIAMO OSPITI!!!)

Il Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie raccoglie al suo interno svariati itinerari percorribili in MTB caratterizzati da diversi gradi di difficoltà che vanno dal biker professionista ed amante dei single track a colui che vuole conoscere la Riserva, le tradizioni e i sapori con il mezzo più ecologico al mondo…



Devis






Tratto dal sito http://www.parcoprealpigiulie.it su gentile concessione della Direzione del  Parco

Il Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie è stato istituito nel 1996 e si estende su poco meno di 100 km2compresi nel territorio dei comuni di Chiusaforte, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone in provincia di Udine. Include le parti più elevate delle catene del Monte Plauris (m 1958), dei Monti Musi (m 1869) e del Monte Canin (m 2587), scendendo di quota solo in corrispondenza della frazione di Povici a Resiutta e nella Valle del Torrente Mea a Lusevera. La specificità della zona è determinata dal contatto di tre aree biogeografiche diverse, mediterranea, illirica ed alpina, che concorrono a determinare una straordinaria biodiversità.



La sede del parco si trova a Prato di Resia, in un edificio che costituisce uno splendido balcone panoramico sui Monti Musi e sul Monte Canin che circondano maestosi la vallata; ospita gli uffici, una foresteria ed il centro visite. Gli allestimenti espositivi riproducono i diversi ambienti naturali (il fiume, il sottobosco, la prateria e la montagna) arricchiti da reperti geologici, la saletta audiovisivi, un plastico che riproduce il territorio dell'area protetta, il laboratorio didattico attrezzato per svolgere ricerche, esperimenti ed attività.

Link alla Carta turistica



 



LA STORIA

Il Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie ed il suo Ente gestore sono stati istituiti il 30.09.1996 dalla L.r. 42.
Questo però è stato solo l’ultimo atto di un cammino durato oltre due decenni. Di un’area protetta nelle Prealpi Giulie si è infatti iniziato a parlare negli anni ’70 ed il primo riscontro concreto può essere trovato nel Piano Urbanistico Regionale Generale del 1978 quando viene identificata e cartografata un’ampia zona compresa fra Gemona del Friuli, Taipana e la Val Resia destinata ad ospitare uno dei più grandi parchi regionali (il Piano ne prevedeva ben 11).
Negli anni ’80 il dibattito nell’intera regione fra fautori ed oppositori dei parchi è molto acceso. Questo, nonostante l’approvazione nel 1983 della prima legge quadro regionale in materia, determina un complesso avvio nell’istituzione di aree protette e continui ritocchi dei perimetri proposti.






Il Parco delle Prealpi Giulie, sensibilmente ridotto rispetto alla sua iniziale dimensione, comincia ad operare verso la fine degli anni ’80 pur senza una formale istituzione. Viene in parte gestito da un Comitato di coordinamento fra cinque comuni (Chiusaforte, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone) che svolge attività di promozione, educazione ambientale e sistemazione di vecchie casere finalizzata all’accoglienza degli escursionisti.

Sono anni in cui si cerca ripetutamente di dotarsi di un Piano di Conservazione e Sviluppo senza peraltro mai approdare alla sua approvazione definitiva.

L’inizio degli anni ’90 vede riaccendersi il dibattito in regione sulle aree protette che porta nel 1996 all’approvazione di una nuova Legge denominata “Norme in materia di parchi e riserve naturali regionali”.

Tale provvedimento segna la definitiva nascita ed ufficializzazione del Parco con le caratteristiche che ancora oggi possiede prendendo atto dell’ingresso nel suo perimetro di una porzione di territorio del comune di Lusevera.

L’accordo di programma del 1999 fra la amministrazione regionale ed i 6 comuni interessati indica le linee guida per la programmazione dei primi anni di vita dell’Ente parco che da quel momento assume la piena operatività che gli consentirà di gestire tutte le attività ed iniziative che ancora caratterizzano l’area protetta.



Per approfondimenti consulta le pubblicazioni edite dal Parco.




COME ARRIVARE

In auto


Dalla autostrada A23 “Alpeadria” Palmanova-Tarvisio, uscita Gemona-Osoppo, si prosegue sulla S.S. n. 13 Pontebbana in direzione Tarvisio seguendo quindi le indicazioni locali o in direzione Tarcento-Alta Val Torre lungo la S.S. 646.



In autobus


L’area è servita dalle linee SAF autoservizi FVG

www.saf.ud.it



In treno


Dalle stazioni di Tarcento, Gemona del Friuli, Venzone e Carnia si prosegue per le diverse località con il servizio autobus di linea.

www.ferroviedellostato.it






lunedì 24 settembre 2012

Cavazzo-Avrint-M.te Bottai-la Forca-Pusea-Alz-Cavazzo




Genere: Allmountain
Distanza: 31 km
Dislivello salita: 1514mt
Pend. med. salita: 9,6%
Pend. med. discesa: -14,8%
Tempo percorrenza: 5.30 con soste
Difficoltà salita: media, tratti a spinta molto impegnativi
Difficoltà discesa: single track a tratti molto impegnativo


Itinerario che si sviluppa ad anello sui monti di Verzegnis, partenza e arrivo a Cavazzo Carnico.
Con questa escursione è possibile assaporare il vero e proprio selvaggio, il monte Bottai, pur essendo a portata d’occhio (crestone che sovrasta Cavazzo Carnico e Verzegnis) rimane uno dei rilievi più panoramici sulla val Tagliamento.
Il sentiero (CAI 811) molto ripido e a tratti incerto non agevola la risalita ai comuni mortali, in bicicletta poi… è una tortura, ma dallo spartiacque lo spaziare sul Tolmezzino e sull’opposta Val D’Arzino non ha eguali.
La discesa, CAI 827 de La Forca, una traccia che consiglio a tutti gli appassionati di allmountain, completamente in sottobosco di faggio, molto veloce e tecnica al punto giusto.
In fine, il consueto m.te Alz per un rientro mozzafiato!!! Sempre più tecnico, purtroppo il passare delle moto lo stà rendendo sempre più scavato e ravanoso.



Si parcheggia l’auto come di consueto nel parcheggio antistante il campo sportivo di Cavazzo Carnico e si inizia a pedalare in piano sulla regionale 52 alla volta di Verzegnis, che raggiungeremo svoltando a sinistra prima del ponte “Avons” km 4,27.
Raggiunta la frazione “Chiaulis” al km 6,26 si svolta a sinistra e mantenendo la strada principale si prosegue alla volta di Intissans e poi Chiaicis.
Presso la piazzetta della frazione “Chiaicis”, al bivio posto al km 9,10, sarà necessario prendere a sinistra la laterale che porta al lago, il quale si raggiunge con una panoramica picchiata.


Consiglio una pausa sul ponte che attraversa il lago con l’imponente monte Amariana che spunta sullo sfondo, prima di dover affrontare un vero e proprio gran premio della montagna!.
Alla fine del ponte svoltare a destra e proseguire in falsopiano, prima su asfalto, poi su un fondo sterrato.
Al km 10,23 ha inizio il vero e proprio GPM, tutto su asfalto, con dei tratti molto impegnativi dati dalla generosa pendenza.
Dopo un estenuante salita, si confluisce in località “Dueibis”, crocevia di vari itinerari già descritti nel blog, al trivio proseguire dritti in discesa seguendo l’indicazione “Pusea”, porre molta attenzione ad un tornante (km 11,60) dove bisognerà lasciare l’asfalto svoltando a destra su una mulattiera, mantenersi sempre sulla traccia principale fino a raggiungere la località “Sonsaras” dov’è presente una costruzione rurale, anche a questo bivio mantenere la destra in salita e addentrandoci in un bosco di faggio si andrà verso la località “Fuignis”.


Al km 12,96 presso un bivio, svoltare a sinistra in salita fino a confluire sulla regionale per la Val D’Arzino, una volta raggiunto l’asfalto continuare a sinistra in salita verso Sella Chianzutan.
Durante l’avvicinamento all’Avrint c’è la possibilità di fare rifornimento d’acqua al km 13,88, dove c’è una fontana con la freschissima “acqua di Pedaia” e uno spiazzo per una breve pausa.
Si percorrono due tornanti in salita, al secondo si biforca a sinistra una laterale in discesa con un’indicazione in legno “Avrint”, con un primo tratto in discesa prende inizio l’ascesa verso la casera Avrint.
La carrareccia è in ottimo stato e a parte la prima parte dalla pendenza notevole, la restante è piacevole e mai impegnativa.
Bisogna fare attenzione a rimanere sulla strada principale e non deviare a nessuna laterale sinistra, strade che terminano poco dopo, usate per opere forestali.


La maggior parte della salita è in un bellissimo bosco di faggio (Bosco Faeit), fresco e ombreggiato anche nei mesi più caldi.
Al km 17 la vegetazione si dirada, lasciando intravedere un anteprima del magnifico panorama sulla val Tagliamento, poco dopo, si prosegue in leggero piano e al bivio prendere a destra su un piccolo tratto sconnesso, siamo in casera Avrint, ora una pausa ristoratrice è d’obbligo.
Fra la legnaia e la casera (scalinata in pietra) ci si incammina con bici alla mano sul sentiero che seguiremo fino alla cresta ovest del Bottai.


Si prende quota rapidamente e zigzagando il panorama e l’Avrint scompaiono fra le fronde dei faggi.
La traccia sulla parte centrale è molto ripida, con fondo umido anche molto scivolosa, porre attenzione nei propri passi in quanto il dirupo sottostante è molto profondo.
Giunti a quota 1400mt, su un prato è possibile rinvenire un rudere di una casera, vi è traccia di antichi pascoli, lo spaziare sulla vallata sottostante e sul lago di Verzegnis fa riprendere le forze.


In cresta il “Cuel Ribous” (1330mt) e l’ancor più imponente Piciat (1617mt) ci sono di fronte, la verdeggiante “Cuesta Ragoneit” e il grigio “Gravon dal Piciat” alla nostra destra; poco sotto, malga Armentaria e con cielo sereno è possibile ammirare il luccichio del mare.
Con casco e protezioni si inizia a scendere verso La Forca (1257mt) su insidiosa traccia erbosa, porre molta attenzione perché una caduta può essere fatale.


Al trivio posto sulla selletta il sentiero CAI 811 prosegue a destra verso gli stavoli Palàr, a sinistra l’attacco del CAI 827, da qui è consigliata una visita al “bivacco Carcadè” distante pochi metri e visibile dalla Forca.
La discesa sul CAI 827 è proprio fantastica, non eccessivamente tecnica se non per alcuni stretti tornanti, consiglio una bici full ma è fattibilissimo con una front, da percorrere tutta d’un fiato.


Arrivati alla rotabile su cui termina il sentiero, bisogna preparare le gambe per l’ennesimo strappo svoltando a sinistra fino alla borgata Pusea.
Arrivati sui prati della solitaria borgata, si prosegue seguendo la carrareccia fino alla strada asfaltata e una fontana sulla sinistra.
A questo punto è possibile terminare l’escursione prendendo in salita a sinistra fino al quadrivio percorso all’inizio (Dueibis km 11,21) poi ridiscendere al lago e ripercorrere al contrario il tragitto.
Essendo fans di “only the brave” per questa volta andremo a destra, ripercorrendo una traccia già nota ai lettori.
Su mulattiera dal fondo compatto e scorrevole si sale agevolmente verso il monte Alz, dove, dopo il pianoro  su un tornante sinistro c’è la seconda via di fuga per chi non ce la fà più… prendendo a destra si può scendere alla volta della trattoria “Al Pescatore” di Cavazzo e chiudere l’itinerario.
Ma i fan del club “only the brave” non mollano e al tornante si opta per salire a sinistra alla volta della località “Taulìs”.
Al km 24,45 si incontra il famoso quadrivio da cui partono varie tracce già descritte nel blog, per questa occasione proseguiamo dritti sulla principale.
La mulattiera sale con tratti impegnativi e dei tornanti, ad un tratto si trasforma in single track pedalabile.



Si arriva ad un bivio (opere militari) dove proprio alla loro confluenza si stacca una traccia a sinistra da fare per qualche metro a piedi. (segnali azzurri con frecce sugli alberi).
Arrivati ad un pianoro seguire sempre le visibilissime segnalazioni azzurre sugli alberi fino ad incrociare una traccia ben marcata dalle moto, a questa scendere a destra.


Da qui seguire la traccia principale facendo attenzione che all’unico bivio dovremo mantenere la destra.
La traccia è molto veloce con qualche tratto tecnico ma non impegnativo, verso la fine un passaggio fra le rocce ci impone di portare la bici per una decina di metri.
Si attraversa un esile ruscello e si riprende a salire per una quindicina di metri fino alla strada asfaltata di “Douz”.


A questo punto è veramente finita… è più che “only the brave” siamo… bulo’s & bascta!!!!
Si scende fino a valle incrociando la strada comunale di Val che conduce “Al Pescatore” e svoltando a sinistra ci dirigeremo al campo sportivo, andando così a concludere questa magnifica raidata.


Devis Deotto


Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.