lunedì 17 settembre 2012
L’anello della Grande Guerra in Val Alba
Ancora adesso rivivo nella mia mente le emozioni, la fatica e lo stupore di questo estremo tour in bici.
Val Alba, questa terra così affascinante e selvaggia, luoghi dove ancora oggi si può vedere la minuziosa opera dell’uomo, precisamente di una “razza” chiamata Alpini, il duro lavoro, la maggior parte al freddo e con pochi mezzi, ora purtroppo tutto abbandonato a se stesso e in preda alla corrosione del tempo…
Questo non è il solito post dove descrivo tempi, altitudini, bivi ecc ecc ma un racconto di una magnifica esperienza, tratta da uno “sfizio” di noi 5 bikers, perché no… un po’ pazzoidi, che un sabato mattina di settembre sono partiti dalla piazza di Dordolla… in mountain bike!!!
Alessandro
Devis
Giuliano
Renato
Tiziano
Tre sintetici commenti prima di iniziare…
GIULIANO:
Non so quante volte guardando il Cjavalz ho provato ad immaginare cosa si poteva provare ad essere lassù ammirare la Val Alba e tutto quello che i miei occhi potevano ammirare... E stata una Gran Faticata arrivare su quella forca,,,,ma poi davanti a te un traverso con panoramica infinita...ti giri ... e alle tue spalle ammiri il sentiero che si inerpica tra le rocce....le nostre facce stanche ma fiere di essere arrivati li ,,,,,e poi... protezioni..casco...spompatina alle gomme e giu fino al Bivacco Bianchi....(c...zzo che tardi devo essere a casa per le 14:00) e giu fino al torrente Alba... qui vi ho abbandonato lo so...ma non potevo deludere la mia bambina e saltare la sua festa di compleanno.... ecco questa in breve e stata la mi prima volta lassù , su quella montagna che fin da piccolo ammiravo da casa mia... Un GRAZIE A DEVIS , TIZIANO , RENATO e ALESSANDRO per questa Fantastica ESPERIENZA!!!!!!
ALESSANDRO:
Alla fine c'ero anche io... con altri 4 bravi boy scout!
Giro di livello straordinario e di rara durezza: tempo stupendo, aria tersa, paesaggi sconvolgenti. Salite terrificanti, traverso lunghissimo e molto impegnativo, discese toste il giusto, finale in crescendo fino a Dordolla. Dire che abbiamo fatto 25km e 1.750mt di dislivello è una sintesi molto riduttiva.
Non ho la forza di postare foto, ma Gnau potrà attingere dal suo giga e mezzo di scatti...
DEVIS:
tour da ricordare e rifare, scorci di luoghi inesplorati che rimangono impressi nella mente, nell'anima e...nel fisico per alcuni giorni.
una delle escursioni più dure che abbia fatto e che più a lungo ricorderò.
ottima la compagnia di Renato,Alessandro,Tiziano e Giuliano...essenziale il continuo supporto morale che ci siamo scambiati...
fatica e in certi momenti,perché no, rabbia lungo il traverso roccioso, ma nel complesso...appagato e felice per questa bellissima esperienza.
grazie a tutti!
Non me la sento di consigliare un giro simile in bicicletta se non ai più sfegatati, appassionati e non troppo giusti con la bussola in quanto richiede, oltre che un ottima preparazione e resistenza fisica, una buona confidenza con l’esposto, a volte friabile e scivoloso, il più delle volte da affrontare con la bici in spalla e di conseguenza con una sola mano.
Siamo partiti dalla graziosa piazzetta di Dordolla, una decina di gradi sopra lo zero, il sole non c’è ancora ma c’è un bellissimo cielo azzurro…
Le bellissime calle della piccola frazione ci dirigono al sentierino che punta sul “Riu di Val” dove una sorpresa ci attende, manca il ponte e bisogna guadare…
Virgulins, una verdeggiante località che attraversiamo su asfalto andando a dirigerci verso Riulade, alla nostra destra il monte di Monticello, si sale con pendenza decisa ma non impossibile fino allo spiazzo da cui si stacca un sentierino che porta al rifugio Vualt.
Il sentiero inizia pianeggiante in una fantastica faggeta, incontriamo degli escursionisti a piedi, al sentire la nostra destinazione si lanciano in una risata ( li incontreremo poi a missione compiuta… e a quel punto abbiamo riso noi!!!!).
Iniziamo “lo spingin bike” (così lo ha intitolato Giuliano) attività che praticheremo per qualche ora fino al punto più alto dell’escursione.
Fra una battuta e l’altra, uno sguardo al fantastico scenario che si apre dinanzi ai nostri occhi guadagnamo rapidamente quota fino al bivio “Forcella Forchiadice”, un “simpatico” cartello CAI indica la nostra meta a 3 ore… ci guardiamo negli occhi e sghignazzando pensiamo ad un errore nella stampa del cartello…
Un susseguirsi di diapositive magnifiche davanti ai miei occhi, panorami mai visti, non ci posso credere che la Val Alba racchiuda tutto questo…
La vegetazione si dirada sempre più, la grigia e compatta roccia prende il sopravvento, la traccia ora esile e molto stretta impenna, una piccola pausa e si riprende a salire fra massicciate in pietra e passerelle.
Cima della vacca, non immagino come l’uomo al tempo della grande guerra sia stato in grado di costruire un opera militare e delle gallerie in questi luoghi, purtroppo al giorno d’oggi non si pensa alla fatica costata ai nostri avi e dimenticando, il tempo piano piano porta con sé ogni testimonianza.
Lasciamo le bici e saliamo a piedi in cresta, una vista aerea ci lascia senza parole… altrettanto senza parole ci lascia lo sguardo sul prosequio del nostro percorso…
Ora si scende, per qualche metro finalmente in sella, single track sassoso, esposto e adrenalinico; fino ad un ennesima costruzione militare, dove la traccia decolla a tutti gli effetti…
L’ascesa al monte Chiavals è veramente tosta, l’aggiunta della bici, dello zaino e del casco rende il tutto ancora più difficile, un cordino di sicurezza a cui aggrapparsi fa veramente comodo…
Silenzio… la fatica ci toglie la parola, si sale ancora e poi ancora… con la scusa delle foto mi fermo a prender fiato; è proprio dura…
Alzo lo sguardo, in alto la sagoma di Renato “a mò di Rocky Balboa” segnala che la cima è conquistata… con tono sbarbatellesco canterino pronuncia : << e io sono quassuuu e tu noooooo>>, fortuna per lui che non sono dotato di fionda di precisione o non ci sarebbe stata l’ebbrezza della discesa in bici ma con l’elicottero del 118!!!
Arrivo sulla piccola selletta, la vallata del versante opposto si apre con un magnifico traverso; ancora qualche foto, uno spuntino veloce… casco, protezioni e giù verso il bivacco Bianchi.
Nella facile discesa erbosa si riprendono le forze in attesa del trialistico sentiero CAI 428.
Sul 428 si fa sul serio, i tornantini sono stretti e chi più chi meno ricorre al nose press, ci si addentra infine in una faggeta dal fondo perfetto e veloce.
Aimè siamo da capo… ci troviamo sul rio Alba, oltrepassato il quale siamo al bivio superato in precedenza (vedi spinging bike), Giuliano purtroppo deve rientrare a casa e prende la via di sinistra in discesa… noi, come al solito in salita!!!
Fra i quattro superstiti cala il silenzio, l’ideatore della risalita a spinta (io), me ne sto ben lontano da eventuali lapidazioni o qualsivoglia lancio di materiale contundente (porcini, manubri, navigatori ecc ecc) e con la scusa delle foto (stavolta in mezzo al bosco) lascio i tre prendere distanza.
Eccoci al rifugio Vualt… riempite le borracce, si riprende a ???????? SPINGEREEEEEEEE!!!!
Negli ultimi metri accuso uno strano sibilo alle orecchie… sarà la fatica, sarà qualcuno che mi pensa??? Ops!!! Altro che mi pensa qualcuno… quei tre mi stanno maldicendo in 7 lingue!!!
Forcella Vualt… fine delle operazioni belliche!!! Non si pokka più!!! Ora si scende… e fino a Dordolla!!!
Il sentiero non è proprio rilassante ma godurioso, tecnico e veloce.
Tanto per sfinire le braccia l’ultimo tratto è scalinato, le calle di Dordolla come una palla da flipper ci conducono trionfanti alla piazzetta del paese…
Nella speranza di aver reso piacevole la lettura (nel frattempo ho rivissuto la giornata) e virtualmente l’idea di quello che abbiamo passato… vi invito a risintonizzarvi su questo blog, ben presto ne vedrete delle belle!!!
Mandi e… simpri….
Bulo’s & Bascta!!!
Devis Deotto (alias Gnau)
sabato 14 luglio 2012
Anello di Lunge
PREMESSA:
Il tour che vi descriverò di seguito non è il consueto hard trail, ma una piacevole escursione che da Tolmezzo compie un anello attraverso la ridente vallata di Illegio fino frazione di Imponzo.
Logicamente qualche passaggio tecnico c’è, ma tranquillamente affrontabile scendendo dalla sella solo per brevi tratti e camminando su sentiero ben marcato e non esposto, (eviterete così voli carpiati a 360°… Loris, nel nostro caso…bulo e basta per l’atterraggio!!!).
Consiglio di percorrere questo itinerario ad autunno, potrete così ammirare i variopinti colori delle faggete di Lunze.
- Partenza-arrivo “al Benvenuto”
- Distanza totale km 28,31
- Dislivello totale 882 mt
- Pend. Med. Salita 6,4%
- Pend. Med Discesa -8,4%
- Pend. Max Salita 34,8%
- Pend Max Discesa -37,3%
DESCRIZIONE ITINERARIO:
La prima parte dell’escursione fu sapientemente illustrata da Calcarea in un precedente post del 2010 ( “Oltreviso, altre varianti” ) consultabile fra gli itinerari MTB; non volendo essere ripetitivo andrò a descrivere la nostra variante partendo dalla fine della discesa “trialistica” punto in cui sulla sinistra sono presenti degli apiari.
Dopo aver ripreso la funzionalità di braccia e dita in seguito all’emozionante e ripida traccia in discesa, passati gli apiari continueremo su traccia erbosa fino ad un bivio, al quale proseguiremo a destra.
Si proseguirà pedalando tranquillamente in falsopiano, ad esclusione di qualche rampetta con radici e sassi smossi, il sentiero è comunque ben marcato e non impegnativo.
Uscendo dal bosco nei pressi di uno stavolo vedremo sulla nostra sinistra in alto l’abitato di Illegio e la verde pianura sottostante, continueremo in discesa fino ad avvicinarsi ad un rustico transennato da fettuccia bianco-rossa (località Riu Sec) dove proprio davanti ad esso si incrocia una traccia a cui bisogna fare attenzione continuando in salita a destra.
Proseguiamo ora su single track sconnesso e super veloce fino ad arrivare ad un trivio al km 19,73 quota 553 dove prendendo a sinistra si può scendere in località “Tramba” ma nel nostro caso continueremo a destra sulla traccia principale.
Dal piazzale antistante la Pieve si può godere di un ottimo panorama su Imponzo e riprendere le forze dopo la velocissima discesa!
Per chi (come me fosse allergico all’asfalto) c’è la possibilità di evitare una parte della statale confluendo su via Latteria ed alla curva a destra che collega alla statale proseguire dritti su traccia erbosa (km 21,64), continuare su di essa fino a collegarsi sulla statale che ci condurrà a Tolmezzo e di conseguenza a terminare l’escursione.
Da “Pra di Lunze” prendere la pista forestale a sinistra al km 12,80 e al secondo bivio poco dopo sempre a sinistra.
Sulla pista forestale per il monte Giaideit lasciare la traccia principale e seguire il sentiero in discesa a sinistra al km 16,00 quota 996 mt.
Deotto Devis
giovedì 5 luglio 2012
Navado Bike Park
| Frecce blu,inizio-fine singletrack |
| La salita al Navado da Chiaulis |
Di seguito una new entry in quel di Verzegnis, oramai famosa
meta per molti riders che praticano allmountain e freeride.
Il tour si ambienta sul ben noto Chiamponano (da noi di
Verzegnis chiamato “Gir di Cjampaman”) giro ad anello che attraversa una
verdeggiante vallata, le oramai semi abbandonate
borgate Assais, Zuf e Viola ci riportano indietro nel tempo.
Il pistino del Navado, opera di volenterosi e appassionati
bikers locali e non, dà la possibilità agli amanti della mtb di godersi una
fantastica discesa proprio vicino a casa!
Abbiate dunque rispetto per tanto duro lavoro cercando di
non “danneggiare” il sentiero o lasciare immondizie, la traccia è per tutti e
va salvaguardata da tutti…
Da Tolmezzo in auto si giunge a Chiaulis di Verzegnis, al
primo bivio si prosegue a destra e dopo pochi metri ci si trova davanti a
municipio dove sono presenti dei parcheggi.
Si inizia a pedalare prendendo a destra via Udine verso il
centro del paese, incontreremo una serie di diramazioni, è importante rimanere
sulla strada principale fino a uscire dal paese e dirigerci dopo un lunghissimo
rettilineo in piano verso Villa di Verzegnis, attraverseremo anche il piccolo
abitato di Santo Stefano.
Giunti su via Tolmezzo alla piazza di Villa di Verzegnis (km
2) al bivio svolteremo a destra su via Marzona (di fronte la trattoria “Stella
d’oro”) e dopo 20 metri prendere subito a sinistra in salita su via Cadore.
Si sale con poca pendenza fino ad un bivio (strada regionale
72) dove gireremo a sinistra in piano (km 2,46).
Dopo un centinaio di metri dall’attraversamento di una
piccola galleria sarà possibile una piacevole sosta dove poter rinfrescarsi con
la preziosa “aga dal paradisc”, da qui è visibile la parte finale di singletrack
che affronteremo in discesa (sbarramento in legno per le moto sulla destra del
nostro arrivo).
Riprendiamo a pedalare in piano, sempre su asfalto, al bivio
successivo mantenere la destra e poco dopo confluire su un ponte (“Puint di San
Florean” Rio Floriano).
Si sale alla volta di Chiaicis di Verzegnis che raggiungiamo
al km 4,22 e sulla principale (via Villa) iniziamo una breve discesa fino ad arrivare
ad un bivio con un abitazione al centro, proseguiremo dritti puntando Sella
Chianzutan.
Poco fuori dall’abitato si può scorgere una parte del lago,
porre molta attenzione alla laterale che si stacca a destra al km 5,06 dopo il
pianoro.
Pedaliamo ora in salita sempre su asfalto, in bosco di pino
e abete, purtroppo non panoramico ma molto fresco d’estate.
Al km 5,83 e al successivo bivio posto al km 6,35 manteniamo
la strada principale senza svoltare a destra.
La strada divenuta sterrata ma compatta e scorrevole inizia
ad impennare con dei tratti recentemente costruiti con del marmo rosso
proveniente dalla cava sul m.te Verzegnis, in alto a sinistra si può scorgere
il monte e parte della cava, sulla vallata di fronte, fra gli alberi, l’abitato
di Assais.
Al km 7,31 presso un crocevia proseguire dritti su sterrato.
Una rampetta ci porta ad un tornante in piano, una piccola
sosta panoramica è d’obbligo.
Giunti su carrareccia al bivio posto presso un tornante
sinistro (km 8,10) lasceremo la via principale svoltando a destra, da qui alla
cima del Monte Navado troveremo un unico bivio a cui dovremo proseguire dritti
( la strada che scende termina poco dopo).
Prossimi alla cima la vegetazione si dirada permettendo di
spaziare sulla vallata sottostante e sul lago.
Si scende sulla carrareccia per qualche metro, un tornante
ci porta sul versante opposto dove la strada termina , ultima breve risalita
non impegnativa su sentiero ben marcato e con segnali sulle piante.
Alle vista delle betulle il Navado è conquistato!!! Ora,
inizino le danze! Protezioni, casco e giù a bombazzaaaaa!!!!
Discesa veloce, tipica di bike park… due tornantini stretti
fino a confluire su una carrareccia a cui si dovrà svoltare a sinistra,
proseguire sulla stradina per una decina di metri e prendere a destra, il “troi
da Marovana” una supertraccia ancora più
goduriosa ci riporta all’incrocio con una seconda sterrata, svoltare a sinistra
in discesa.
Ci troviamo di fronte al terzo tipo di track, fondo ghiaioso
e scorrevole, droppetti e qualche sponda in terra battuta…fantastico…
Porre molta attenzione alle canalette metalliche di scolo poste
di traverso, con l’umico sono scivolose, attenzione inoltre a non arrivare “a
palla” nell’ultimo rettilineo o una staccionata anti moto vi farà catapultare
direttamente all’auto!!!! (se siete fortunati!!!)
Oltrepassata la staccionata ci troviamo proprio al punto
percorso all’andata “aga dal paradisc” (acqua del paradiso)… eh si… dopo essere
scesi da un sentiero così bello, un acqua del paradiso ci vuole!!!
Ancora in sella per un ultimo single, ora sassi e radici
mettono a dura prova bici e bikers, attraversando la strada asfaltata proprio
sotto la staccionata inizia un breve single che ci porta ad un’altra strada
vicino all’abitato di Villa di Verzegnis, anche qui prudenza con l’innesto
sulla provinciale.
Ora si scende su asfalto e dopo circa 200 mt ci ritroviamo
di fronte alla chiesa di Villa (punto di passaggio all’andata) si svolta a
destra alla volta di S. Stefano e Chiaulis.
Arrivati a Chiaulis (senso unico fra le case) proseguire a
destra fino alla chiesa e poi a sinistra in direzione Tolmezzo, dopo 100mt
girare a sinistra verso il municipio e concludere il tour…
Devis Deotto
Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le
responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il
creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità
degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o
penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.
sabato 30 giugno 2012
Navado bike park
Un bel video realizzato da Simone Masotti sul pistino del Navado (Verzegnis)
mercoledì 30 maggio 2012
Anello del Dauda
Zuglio-m.ga Vaupis-Fielis-Arta Terme-Zuglio
Spettacolare anello per gli amanti dell’allmountain quello
descritto nel seguente post, andremo a percorrere l’inedito sigletrack in
sottobosco di faggio che da Vaupis scende a Fielis e per chiudere in bellezza la
parte finale ci lanceremo sul famoso “Troi des Termes” fino ad Arta Terme.
In sintesi:
Durata: 3 ore con soste
Distanza: 12,70 km
Dislivello salita: +774mt
Pendenza max salita: +35,8%
Pendenza media salita: +12,8%
Pendenza media discesa: -16,5%
Descrizione:
L’inizio dell’escursione ha inizio dal parcheggio situato
dopo il ponte di Zuglio arrivando da Cadunea (via del Foro).
Coordinate punto di partenza:
N 46° 27’ 50.876’’
E 13° 1’ 24.168’’
Si pedala fin da subito con notevole pendenza sulla strada
che parte subito sopra il parcheggio in direzione della frazione Fielis su
asfalto, al raggiungere i tornanti un magnifico panorama aereo sulla vallata
sottostante.
Giunti nella rustica frazione di Fielis (comune di Zuglio)
presso la piccola piazzetta ( p.zza Marzo) dovremo imboccare via Val, una
stradina asfaltata sulla sinistra (cartello divieto 8t).
Ha quindi inizio la spietata ascesa al monte Dauda, numerose
rampe dai generosi dislivelli, è importante rimanere sulla traccia principale
per poter giungere correttamente al bivio per stavoli Vaupis posto al km 6,82
quota 1082mt.
Da questo punto è necessario l’uso del GPS in quanto la
traccia è molto nascosta ed è molto facile perdersi (cercheremo nei prossimi
passaggi di segnalare ulteriormente la traccia)
In un fitto bosco di pino inizia la nostra discesa, qualche
ramo di troppo ma piacevolissima e non impegnativa, man mano che si scende la
pineta lascia spazio ai faggi e di conseguenza la traccia è maggiormente “luminosa”
e si può azzardare in velocità.
La traccia divenuta marcata ci riporta nelle adiacenze di un
tornante percorso in salita (km 8,58) attenzione a svoltare a sinistra in
discesa sulla sterrata e dopo qualche metro prendere il singletrack a destra
fino ad una seconda sterrata a cui svoltare a sinistra in piano dove sono
presenti delle costruzioni rurali.
Evitare tutte le tracce ai lati a favore del CAI 157 che
parte proprio di fronte al nostro arrivo.
La traccia è sassosa ma scorrevole e in ben poco si
raggiunge la località Vit (Fielis) dove, giunti all’asfalto è necessario
svoltare a sinistra in discesa per andare ad imboccare il “Troi des Termes”.
Percorreremo via Viit per un centinaio di metri, dove ad un
bivio con indicazione “Troi das Termas” svolteremo a destra seguendo le frecce
in legno affisse sulle case.
Il sentiero è il CAI 157 quindi segnalato visibilmente in
rosso/bianco fino alle terme di Arta.
Inizia dalla borgata “Vit” la super discesa a tratti molto
tecnica ed impegnativa che consiglio ai soli biker dalle doti discesistiche,
consiglio inoltre come mi è solito fare, casco ben allacciato (meglio se
integrale), guanti e protezioni… pure
occhiali, viste le numerose sterpaglie che invadono il sentiero.
Fra scalinate sassose e passaggi al limite si punta verso la
località “Vuares” di Arta Terme, il sentiero non permette distrazioni ma per
chi come me ama i passaggi da trial è come essere al parco giochi!
La traccia di sentiero gode di un ottimo sviluppo e di un
notevole dislivello e quindi appagante al 100%.
Giunti a valle è impossibile non sentire il tipico odore
sulfureo dell’acqua pudia delle terme, un ultima rampa scalinata ci riporta a
valle, dietro allo stabilimento termale a cui svolteremo a destra verso il
parco e di conseguenza a confluire sulla pista ciclabile per Zuglio.
Da questo punto l’itinerario prosegue unicamente su pista
ciclabile esente da traffico e permettendo quindi di rivivere l’emozionante gita
con i compagni d’avventura (attenzione, ad un guado sassoso sulla ciclabile,
poco dopo si risale a destra al parcheggio della partenza).
Deotto Devis
Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le
responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il
creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità
degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o
penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.
lunedì 21 maggio 2012
M.te Cucco, CAI 408, Englaro di Sopra
Nuovo itinerario in quel di Arta Terme, teatro di
numerossissime tracce ad uso mtb, tra le quali la discesa del monte Cucco
attraverso i Lander che ha come salita la stessa di questo post.
Ringrazio
Luciano Cellitti per la sua costante collaborazione e per i continui
ravanamenti a cui si sottopone per scoprire inedite tracce da proporre a tutti
i bikers.
Località: Arta Terme
Tempo Percorrenza: 3h soste
incluse
Distanza: 25.0 km
Dislivello: 969 m
Difficoltà tecnica: difficile
Partenza da Arta Terme. Consiglio di pedalare un pò per scaldare bene il motore...
Prima di raggiungere Paluzza sulla destra si prende la strada asfaltata per Rivo.
Passato il paese (breve sentierino) ha immediatamente inizio la salita verso il M.te Rivo: una rampa cementata
dietro l'altra senza sosta con pendenze forse oltre il 25%.
Prima di raggiungere Paluzza sulla destra si prende la strada asfaltata per Rivo.
Passato il paese (breve sentierino) ha immediatamente inizio la salita verso il M.te Rivo: una rampa cementata
dietro l'altra senza sosta con pendenze forse oltre il 25%.
La parte iniziale della salita è veramente faticosa ed è necessario avere un buon grado di allenamento per poterla affrontare in sella alla mtb.
La seconda metà del percorso si svolge invece lungo una carrareccia dal fondo sterrato e ben battuto con lievi pendenze.
Ad un bivio si continua in salita sulla sinistra (cumulo di sassi) fino a giungere, in leggera discesa, in prossimità
del segnavia del CAI.
Il sentiero n. 408 porta fino ad Englaro di Sopra.
Nella parte iniziale si deve interrompere più volte la discesa causa alberi caduti.
Un vero peccato...speriamo che qualcuno faccia pulizia...Nel complesso il single track lungo e divertente.
Molto impegnativo dal punto di vista tecnico (sassi, radici, qualche saltino, pendenza...),
ma per gli amanti del genere all mountain, è fantastico.
Nella parte bassa il sentiero diventa più facile con difficoltà S3.
La traccia non porta ad Englaro, ma svoltando sulla sinistra segue il sentiero che porta direttamente a Paluzza (saliscendi).
Deotto Devis
Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le
responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il
creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità
degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o
penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.
Condizione fisica: molto duro
giovedì 3 maggio 2012
Mignezza trail
Il video realizzato e montato da Simone Masotti sul bellissimo Mignezza trail...
Descrizione dell'itinerario:http://bulosebascta.blogspot.it/2012/04/mignezza.html
Simone, Renato & Devis
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