lunedì 17 settembre 2012

L’anello della Grande Guerra in Val Alba



Ancora adesso rivivo nella mia mente le emozioni, la fatica e lo stupore di questo estremo tour in bici.
Val Alba, questa terra così affascinante e selvaggia,  luoghi dove ancora oggi si può vedere la minuziosa opera dell’uomo, precisamente di una “razza” chiamata  Alpini, il duro lavoro, la maggior parte al freddo e con pochi mezzi, ora purtroppo tutto abbandonato a se stesso e in preda alla corrosione del tempo…

Questo non è il solito post dove descrivo tempi, altitudini, bivi ecc ecc ma un racconto di una magnifica esperienza, tratta da uno “sfizio” di noi 5 bikers, perché no… un po’ pazzoidi, che un sabato mattina di settembre sono partiti dalla piazza di Dordolla… in mountain bike!!!


Alessandro
Devis
Giuliano
Renato
Tiziano

Tre sintetici commenti prima di iniziare…


GIULIANO:

Non so quante volte guardando il Cjavalz ho provato ad immaginare cosa si poteva provare ad essere lassù ammirare la Val Alba e tutto quello che i miei occhi potevano ammirare... E stata una Gran Faticata arrivare su quella forca,,,,ma poi davanti a te un traverso con panoramica infinita...ti giri ... e alle tue spalle ammiri il sentiero che si inerpica tra le rocce....le nostre facce stanche ma fiere di essere arrivati li ,,,,,e poi... protezioni..casco...spompatina alle gomme e giu fino al Bivacco Bianchi....(c...zzo che tardi devo essere a casa per le 14:00) e giu fino al torrente Alba... qui vi ho abbandonato lo so...ma non potevo deludere la mia bambina e saltare la sua festa di compleanno.... ecco questa in breve e stata la mi prima volta lassù , su quella montagna che fin da piccolo ammiravo da casa mia... Un GRAZIE A DEVIS , TIZIANO , RENATO e ALESSANDRO per questa Fantastica ESPERIENZA!!!!!!



ALESSANDRO:

Alla fine c'ero anche io... con altri 4 bravi boy scout!
Giro di livello straordinario e di rara durezza: tempo stupendo, aria tersa, paesaggi sconvolgenti. Salite terrificanti, traverso lunghissimo e molto impegnativo, discese toste il giusto, finale in crescendo fino a Dordolla. Dire che abbiamo fatto 25km e 1.750mt di dislivello è una sintesi molto riduttiva.
Non ho la forza di postare foto, ma Gnau potrà attingere dal suo giga e mezzo di scatti...



DEVIS:

tour da ricordare e rifare, scorci di luoghi inesplorati che rimangono impressi nella mente, nell'anima e...nel fisico per alcuni giorni.
una delle escursioni più dure che abbia fatto e che più a lungo ricorderò.
ottima la compagnia di Renato,Alessandro,Tiziano e Giuliano...essenziale il continuo supporto morale che ci siamo scambiati...
fatica e in certi momenti,perché no, rabbia lungo il traverso roccioso, ma nel complesso...appagato e felice per questa bellissima esperienza.
grazie a tutti!






Non me la sento di consigliare un giro simile in bicicletta se non ai più sfegatati, appassionati e non troppo giusti con la bussola in quanto richiede, oltre che un ottima preparazione e resistenza fisica, una buona confidenza con l’esposto, a volte friabile e scivoloso, il più delle volte da affrontare con la bici in spalla e di conseguenza con una sola mano.
Siamo partiti dalla graziosa piazzetta di Dordolla, una decina di gradi sopra lo zero, il sole non c’è ancora ma c’è un bellissimo cielo azzurro…
Le bellissime calle della piccola frazione ci dirigono al sentierino che punta sul “Riu di Val” dove una sorpresa ci attende, manca il ponte e bisogna guadare…





Virgulins, una verdeggiante località che attraversiamo su asfalto andando a dirigerci verso Riulade, alla nostra destra il monte di Monticello, si sale con pendenza decisa ma non impossibile fino allo spiazzo da cui si stacca un sentierino che porta al rifugio Vualt.
Il sentiero inizia pianeggiante in una fantastica faggeta, incontriamo degli escursionisti a piedi, al sentire la nostra destinazione si lanciano in una risata ( li incontreremo poi a missione compiuta… e a quel punto abbiamo riso noi!!!!).
Iniziamo “lo spingin bike” (così lo ha intitolato Giuliano) attività che praticheremo per qualche ora fino al punto più alto dell’escursione.



Fra una battuta e l’altra, uno sguardo al fantastico scenario che si apre dinanzi ai nostri occhi guadagnamo rapidamente quota fino al bivio “Forcella Forchiadice”, un “simpatico” cartello CAI indica la nostra meta a 3 ore… ci guardiamo negli occhi e sghignazzando pensiamo ad un errore nella stampa del cartello…
Un susseguirsi di diapositive magnifiche davanti ai miei occhi, panorami mai visti, non ci posso credere che la Val Alba  racchiuda tutto questo…


La vegetazione si dirada sempre più, la grigia e compatta roccia prende il sopravvento, la traccia ora esile e molto stretta impenna, una piccola pausa e si riprende a salire fra massicciate in pietra e passerelle.




Cima della vacca, non immagino come l’uomo al tempo della grande guerra sia stato in grado di costruire un opera militare e delle gallerie in questi luoghi, purtroppo al giorno d’oggi non si pensa alla fatica costata ai nostri avi e dimenticando, il tempo piano piano porta con sé ogni testimonianza.


Lasciamo le bici e saliamo a piedi in cresta, una vista aerea ci lascia senza parole… altrettanto senza parole ci lascia lo sguardo sul prosequio del nostro percorso…


Ora si scende, per qualche metro finalmente in sella, single track sassoso, esposto e adrenalinico; fino ad un ennesima costruzione militare, dove la traccia decolla a tutti gli effetti…
L’ascesa al monte Chiavals è veramente tosta, l’aggiunta della bici, dello zaino e del casco rende il tutto ancora più difficile, un cordino di sicurezza a cui aggrapparsi fa veramente comodo…


Silenzio… la fatica ci toglie la parola, si sale ancora e poi ancora… con la scusa delle foto mi fermo a prender fiato; è proprio dura…
Alzo lo sguardo, in alto la sagoma di Renato “a mò di Rocky Balboa” segnala che la cima è conquistata… con tono sbarbatellesco canterino pronuncia : << e io sono quassuuu e tu noooooo>>, fortuna per lui che non sono dotato di fionda di precisione o  non ci sarebbe stata l’ebbrezza della discesa in bici ma con l’elicottero del 118!!!


Arrivo sulla piccola selletta, la vallata del versante opposto si apre con un magnifico traverso; ancora qualche foto, uno spuntino veloce… casco, protezioni e giù verso il bivacco Bianchi.
Nella facile discesa erbosa si riprendono le forze in attesa del trialistico sentiero CAI 428.
Sul 428 si fa sul serio, i tornantini sono stretti e chi più chi meno ricorre al nose press, ci si addentra infine in  una faggeta dal fondo perfetto e veloce.


Aimè siamo da capo… ci troviamo sul rio Alba, oltrepassato il quale siamo al bivio superato in precedenza (vedi spinging bike), Giuliano purtroppo deve rientrare a casa e prende la via di sinistra in discesa… noi, come al solito in salita!!!
Fra i quattro superstiti cala il silenzio,  l’ideatore della risalita a spinta (io), me ne sto ben lontano da eventuali lapidazioni o qualsivoglia lancio di materiale contundente (porcini, manubri, navigatori ecc ecc) e con la scusa delle foto (stavolta in mezzo al bosco) lascio i tre prendere distanza.
Eccoci al rifugio Vualt… riempite le borracce, si riprende a ???????? SPINGEREEEEEEEE!!!!




Negli ultimi metri accuso uno strano sibilo alle orecchie… sarà la fatica, sarà qualcuno che mi pensa??? Ops!!! Altro che mi pensa qualcuno… quei tre mi stanno maldicendo in 7 lingue!!!
Forcella Vualt… fine delle operazioni belliche!!! Non si pokka più!!! Ora si scende… e fino a Dordolla!!!
Il sentiero non è proprio rilassante ma godurioso, tecnico e veloce.
Tanto per sfinire le braccia l’ultimo tratto è scalinato, le calle di Dordolla come una palla da flipper ci conducono trionfanti alla piazzetta del paese…
Nella speranza di aver reso piacevole la lettura (nel frattempo ho rivissuto la giornata) e virtualmente l’idea di quello che abbiamo passato… vi invito a risintonizzarvi su questo blog, ben presto ne vedrete delle belle!!!

Mandi e… simpri….

Bulo’s & Bascta!!!


Devis Deotto (alias Gnau)

sabato 14 luglio 2012

Anello di Lunge



PREMESSA:

Il tour che vi descriverò di seguito non è il consueto hard trail, ma una piacevole escursione che da Tolmezzo compie un anello attraverso la ridente vallata di Illegio fino frazione di Imponzo.
Logicamente qualche passaggio tecnico c’è, ma tranquillamente affrontabile scendendo dalla sella solo per brevi tratti e camminando su sentiero ben marcato e non esposto, (eviterete così voli carpiati a 360°… Loris, nel nostro caso…bulo e basta per l’atterraggio!!!).
Consiglio di percorrere questo itinerario ad autunno, potrete così ammirare i variopinti colori delle faggete di Lunze.




- Partenza-arrivo “al Benvenuto”
- Distanza totale km 28,31
- Dislivello totale 882 mt
- Pend. Med. Salita 6,4%
- Pend. Med Discesa -8,4%
- Pend. Max Salita 34,8%
- Pend Max Discesa -37,3%




DESCRIZIONE ITINERARIO:


La prima parte dell’escursione fu sapientemente illustrata da Calcarea in un precedente post del 2010 ( “Oltreviso, altre varianti” ) consultabile fra gli itinerari MTB; non volendo essere ripetitivo andrò a descrivere la nostra variante partendo dalla fine della discesa “trialistica” punto in cui sulla sinistra sono presenti degli apiari.
Dopo aver ripreso la funzionalità di braccia e dita in seguito all’emozionante e ripida traccia in discesa, passati gli apiari continueremo su traccia erbosa fino ad un bivio, al quale proseguiremo a destra.







Si proseguirà pedalando tranquillamente in falsopiano, ad esclusione di qualche rampetta con radici e sassi smossi, il sentiero è comunque ben marcato e non impegnativo.
Uscendo dal bosco nei pressi di uno stavolo vedremo sulla nostra sinistra in alto l’abitato di Illegio e la verde pianura sottostante, continueremo in discesa fino ad avvicinarsi ad un rustico transennato da fettuccia bianco-rossa (località Riu Sec) dove proprio davanti ad esso si incrocia una traccia a cui bisogna fare attenzione continuando in salita a destra.




Al km 18,78 quota 655 mt ci troveremo al bivio per la chiesa di S. Floriano, d’ora in poi il sentiero sarà prevalentemente in discesa e punteremo dritti alla volta degli stavoli Dimieile.
Proseguiamo ora su single track sconnesso e super veloce fino ad arrivare ad un trivio al km 19,73 quota 553 dove prendendo a sinistra si può scendere in località “Tramba” ma nel nostro caso continueremo a destra sulla traccia principale.


Per gli amanti del veloce è il momento di lanciarsi in lieve discesa sulla parte più scorrevole del tracciato che in pochi minuti (a parte un piccolo tratto sassoso da fare a piedi) ci porta a confluire sulla strada asfaltata della Pieve di S. Bartolomeo, ci troviamo a Imponzo.
Dal piazzale antistante la Pieve si può godere di un ottimo panorama su Imponzo e riprendere le forze dopo la velocissima discesa!



Si riprende su asfalto seguendo via Conciliazione, fare attenzione al km 21,06 alla stradina ciottolata che scende sulla sinistra e portandoci su via dell’asilo saremo in poco tempo a fianco della statale che porta a Tolmezzo.
Per chi (come me fosse allergico all’asfalto) c’è la possibilità di evitare una parte della statale confluendo su via Latteria ed alla curva a destra che collega alla statale proseguire dritti su traccia erbosa (km 21,64), continuare su di essa fino a collegarsi sulla statale che ci condurrà a Tolmezzo e di conseguenza a terminare l’escursione.


INFORMAZIONI AGGIUNTIVE:

Da “Pra di Lunze” prendere la pista forestale a sinistra al km 12,80 e al secondo bivio poco dopo sempre a sinistra.
Sulla pista forestale per il monte Giaideit lasciare la traccia principale e seguire il sentiero in discesa a sinistra al km 16,00 quota 996 mt.


Deotto Devis

Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.


giovedì 5 luglio 2012

Navado Bike Park


Frecce blu,inizio-fine singletrack

La salita al Navado da Chiaulis

Di seguito una new entry in quel di Verzegnis, oramai famosa meta per molti riders che praticano allmountain e freeride.
Il tour si ambienta sul ben noto Chiamponano (da noi di Verzegnis chiamato “Gir di Cjampaman”) giro ad anello che attraversa una verdeggiante vallata,  le oramai semi abbandonate borgate Assais, Zuf e Viola ci riportano indietro nel tempo.
Il pistino del Navado, opera di volenterosi e appassionati bikers locali e non, dà la possibilità agli amanti della mtb di godersi una fantastica discesa proprio vicino a casa!
Abbiate dunque rispetto per tanto duro lavoro cercando di non “danneggiare” il sentiero o lasciare immondizie, la traccia è per tutti e va salvaguardata da tutti…


Da Tolmezzo in auto si giunge a Chiaulis di Verzegnis, al primo bivio si prosegue a destra e dopo pochi metri ci si trova davanti a municipio dove sono presenti dei parcheggi.
Si inizia a pedalare prendendo a destra via Udine verso il centro del paese, incontreremo una serie di diramazioni, è importante rimanere sulla strada principale fino a uscire dal paese e dirigerci dopo un lunghissimo rettilineo in piano verso Villa di Verzegnis, attraverseremo anche il piccolo abitato di Santo Stefano.
Giunti su via Tolmezzo alla piazza di Villa di Verzegnis (km 2) al bivio svolteremo a destra su via Marzona (di fronte la trattoria “Stella d’oro”) e dopo 20 metri prendere subito a sinistra in salita su via Cadore.
Si sale con poca pendenza fino ad un bivio (strada regionale 72) dove gireremo a sinistra in piano (km 2,46).


Dopo un centinaio di metri dall’attraversamento di una piccola galleria sarà possibile una piacevole sosta dove poter rinfrescarsi con la preziosa “aga dal paradisc”, da qui è visibile la parte finale di singletrack che affronteremo in discesa (sbarramento in legno per le moto sulla destra del nostro arrivo).
Riprendiamo a pedalare in piano, sempre su asfalto, al bivio successivo mantenere la destra e poco dopo confluire su un ponte (“Puint di San Florean” Rio Floriano).
Si sale alla volta di Chiaicis di Verzegnis che raggiungiamo al km 4,22 e sulla principale (via Villa) iniziamo una breve discesa fino ad arrivare ad un bivio con un abitazione al centro, proseguiremo dritti puntando Sella Chianzutan.
Poco fuori dall’abitato si può scorgere una parte del lago, porre molta attenzione alla laterale che si stacca a destra al km 5,06 dopo il pianoro.
Pedaliamo ora in salita sempre su asfalto, in bosco di pino e abete, purtroppo non panoramico ma molto fresco d’estate.
Al km 5,83 e al successivo bivio posto al km 6,35 manteniamo la strada principale senza svoltare a destra.
La strada divenuta sterrata ma compatta e scorrevole inizia ad impennare con dei tratti recentemente costruiti con del marmo rosso proveniente dalla cava sul m.te Verzegnis, in alto a sinistra si può scorgere il monte e parte della cava, sulla vallata di fronte, fra gli alberi, l’abitato di Assais.


Al km 7,31 presso un crocevia proseguire dritti su sterrato.
Una rampetta ci porta ad un tornante in piano, una piccola sosta panoramica è d’obbligo.
Giunti su carrareccia al bivio posto presso un tornante sinistro (km 8,10) lasceremo la via principale svoltando a destra, da qui alla cima del Monte Navado troveremo un unico bivio a cui dovremo proseguire dritti ( la strada che scende termina poco dopo).
Prossimi alla cima la vegetazione si dirada permettendo di spaziare sulla vallata sottostante e sul lago.


Si scende sulla carrareccia per qualche metro, un tornante ci porta sul versante opposto dove la strada termina , ultima breve risalita non impegnativa su sentiero ben marcato e con segnali sulle piante.
Alle vista delle betulle il Navado è conquistato!!! Ora, inizino le danze! Protezioni, casco e giù a bombazzaaaaa!!!!


Discesa veloce, tipica di bike park… due tornantini stretti fino a confluire su una carrareccia a cui si dovrà svoltare a sinistra, proseguire sulla stradina per una decina di metri e prendere a destra, il “troi da Marovana”  una supertraccia ancora più goduriosa ci riporta all’incrocio con una seconda sterrata, svoltare a sinistra in discesa.
Ci troviamo di fronte al terzo tipo di track, fondo ghiaioso e scorrevole, droppetti e qualche sponda in terra battuta…fantastico…
Porre molta attenzione alle canalette metalliche di scolo poste di traverso, con l’umico sono scivolose, attenzione inoltre a non arrivare “a palla” nell’ultimo rettilineo o una staccionata anti moto vi farà catapultare direttamente all’auto!!!! (se siete fortunati!!!)
Oltrepassata la staccionata ci troviamo proprio al punto percorso all’andata “aga dal paradisc” (acqua del paradiso)… eh si… dopo essere scesi da un sentiero così bello, un acqua del paradiso ci vuole!!!


Ancora in sella per un ultimo single, ora sassi e radici mettono a dura prova bici e bikers, attraversando la strada asfaltata proprio sotto la staccionata inizia un breve single che ci porta ad un’altra strada vicino all’abitato di Villa di Verzegnis, anche qui prudenza con l’innesto sulla provinciale.
Ora si scende su asfalto e dopo circa 200 mt ci ritroviamo di fronte alla chiesa di Villa (punto di passaggio all’andata) si svolta a destra alla volta di S. Stefano e Chiaulis.
Arrivati a Chiaulis (senso unico fra le case) proseguire a destra fino alla chiesa e poi a sinistra in direzione Tolmezzo, dopo 100mt girare a sinistra verso il municipio e concludere il tour…


Devis Deotto


Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.

sabato 30 giugno 2012

Navado bike park

Un bel video realizzato da Simone Masotti sul pistino del Navado (Verzegnis)



mercoledì 30 maggio 2012

Anello del Dauda



Zuglio-m.ga Vaupis-Fielis-Arta Terme-Zuglio


Spettacolare anello per gli amanti dell’allmountain quello descritto nel seguente post, andremo a percorrere l’inedito sigletrack in sottobosco di faggio che da Vaupis scende a Fielis e per chiudere in bellezza la parte finale ci lanceremo sul famoso “Troi des Termes” fino ad Arta Terme.


In sintesi:

Durata: 3 ore con soste
Distanza: 12,70 km
Dislivello salita: +774mt
Pendenza max salita: +35,8%
Pendenza media salita: +12,8%
Pendenza media discesa: -16,5%


Descrizione:

L’inizio dell’escursione ha inizio dal parcheggio situato dopo il ponte di Zuglio arrivando da Cadunea (via del Foro).

Coordinate punto di partenza:
N 46° 27’ 50.876’’
E 13° 1’ 24.168’’



Si pedala fin da subito con notevole pendenza sulla strada che parte subito sopra il parcheggio in direzione della frazione Fielis su asfalto, al raggiungere i tornanti un magnifico panorama aereo sulla vallata sottostante.

 
Giunti nella rustica frazione di Fielis (comune di Zuglio) presso la piccola piazzetta ( p.zza Marzo) dovremo imboccare via Val, una stradina asfaltata sulla sinistra (cartello divieto 8t).
Ha quindi inizio la spietata ascesa al monte Dauda, numerose rampe dai generosi dislivelli, è importante rimanere sulla traccia principale per poter giungere correttamente al bivio per stavoli Vaupis posto al km 6,82 quota 1082mt.


Da questo punto è necessario l’uso del GPS in quanto la traccia è molto nascosta ed è molto facile perdersi (cercheremo nei prossimi passaggi di segnalare ulteriormente la traccia)


In un fitto bosco di pino inizia la nostra discesa, qualche ramo di troppo ma piacevolissima e non impegnativa, man mano che si scende la pineta lascia spazio ai faggi e di conseguenza la traccia è maggiormente “luminosa” e si può azzardare in velocità.


La traccia divenuta marcata ci riporta nelle adiacenze di un tornante percorso in salita (km 8,58) attenzione a svoltare a sinistra in discesa sulla sterrata e dopo qualche metro prendere il singletrack a destra fino ad una seconda sterrata a cui svoltare a sinistra in piano dove sono presenti delle costruzioni rurali.


Evitare tutte le tracce ai lati a favore del CAI 157 che parte proprio di fronte al nostro arrivo.
La traccia è sassosa ma scorrevole e in ben poco si raggiunge la località Vit (Fielis) dove, giunti all’asfalto è necessario svoltare a sinistra in discesa per andare ad imboccare il “Troi des Termes”.


Percorreremo via Viit per un centinaio di metri, dove ad un bivio con indicazione “Troi das Termas” svolteremo a destra seguendo le frecce in legno affisse sulle case.
Il sentiero è il CAI 157 quindi segnalato visibilmente in rosso/bianco fino alle terme di Arta.

Inizia dalla borgata “Vit” la super discesa a tratti molto tecnica ed impegnativa che consiglio ai soli biker dalle doti discesistiche, consiglio inoltre come mi è solito fare, casco ben allacciato (meglio se integrale), guanti  e protezioni… pure occhiali, viste le numerose sterpaglie che invadono il sentiero.
Fra scalinate sassose e passaggi al limite si punta verso la località “Vuares” di Arta Terme, il sentiero non permette distrazioni ma per chi come me ama i passaggi da trial è come essere al parco giochi!
La traccia di sentiero gode di un ottimo sviluppo e di un notevole dislivello e quindi appagante al 100%.


Giunti a valle è impossibile non sentire il tipico odore sulfureo dell’acqua pudia delle terme, un ultima rampa scalinata ci riporta a valle, dietro allo stabilimento termale a cui svolteremo a destra verso il parco e di conseguenza a confluire sulla pista ciclabile per Zuglio.
Da questo punto l’itinerario prosegue unicamente su pista ciclabile esente da traffico e permettendo quindi di rivivere l’emozionante gita con i compagni d’avventura (attenzione, ad un guado sassoso sulla ciclabile, poco dopo si risale a destra al parcheggio della partenza).

 Deotto Devis


Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.

lunedì 21 maggio 2012

M.te Cucco, CAI 408, Englaro di Sopra




Nuovo itinerario in quel di Arta Terme, teatro di numerossissime tracce ad uso mtb, tra le quali la discesa del monte Cucco attraverso i Lander che ha come salita la stessa di questo post.

Ringrazio Luciano Cellitti per la sua costante collaborazione e per i continui ravanamenti a cui si sottopone per scoprire inedite tracce da proporre a tutti i bikers.


Località: Arta Terme
Tempo Percorrenza: 3h soste incluse
Distanza: 25.0 km
Dislivello: 969 m
Difficoltà tecnica: difficile




Partenza da Arta Terme. Consiglio di pedalare un pò per scaldare bene il motore...
Prima di raggiungere Paluzza sulla destra si prende la strada asfaltata per Rivo.
Passato il paese (breve sentierino) ha immediatamente inizio la salita verso il M.te Rivo: una rampa cementata
dietro l'altra senza sosta con pendenze forse oltre il 25%.
 

La parte iniziale della salita è veramente faticosa ed è necessario avere un buon grado di allenamento per poterla affrontare in sella alla mtb.
La seconda metà del percorso si svolge invece lungo una carrareccia dal fondo sterrato e ben battuto con lievi pendenze. 
 

Ad un bivio si continua in salita sulla sinistra (cumulo di sassi) fino a giungere, in leggera discesa, in prossimità
del segnavia del CAI.
 

Il sentiero n. 408 porta fino ad Englaro di Sopra.
Nella parte iniziale si deve interrompere più volte la discesa causa alberi caduti.
Un vero peccato...speriamo che qualcuno faccia pulizia...Nel complesso il single track lungo e divertente. 
 

Molto impegnativo dal punto di vista tecnico (sassi, radici, qualche saltino, pendenza...),
ma per gli amanti del genere all mountain, è fantastico.
Nella parte bassa il sentiero diventa più facile con difficoltà S3.
La traccia non porta ad Englaro, ma svoltando sulla sinistra segue il sentiero che porta direttamente a Paluzza (saliscendi).





Deotto Devis
Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.


Condizione fisica: molto duro

giovedì 3 maggio 2012

Mignezza trail


Il video realizzato e montato da Simone Masotti sul bellissimo Mignezza trail...






Simone, Renato & Devis