venerdì 13 aprile 2012

Variante Tugliezzo-Sfilincis



Moggio-Tugliezzo-St Cuel Lunc-St dal Verzan-sent 743-St Ravorade-Sfilincis-Povici-Moggio


Riprendo il post di Tiziano dell’8 marzo 2012 per segnalare un ottima variante dell’itinerario e una discreta recente manutenzione del sentiero che ne facilita la percorrenza.
La variante parte da Moggio ma si può utilizzare l’inizio descritto nel post, compie anch’essa un anello, si evita il tratto ghiaioso che conduce agli stavoli Stivane percorrendo un bellissimo singletrack che riporta a valle confluendo sulla strada che sale da Moggio a Stivane.
Ad un mese dalla prima pubblicazione, con clima primaverile e dopo giorni di pioggia la traccia è comunque percorribile e il fondo molto drenante, si possono ammirare le numerose cascate e corsi d’acqua lungo l’itinerario.
Mi limito, usando il post di Tiziano, ad apportare le modifiche (segnate in grassetto e con foto aggiornate) così da poter avere ben chiara la variante.


Itinerario affascinate per la bellezza dei paesaggi e il silenzio della montagna interrotto solo dal fruscio del nostro passaggio, MTB a tutto spessore per salite, sentieri e passaggi impegnativi con bici in spalla quindi non adatto a bikers dediti solo alle salite e discese in sella.
Parcheggio a Carnia, paese prima del bivio per Tarvisio e Tolmezzo, si percorre via Nazionale,si oltrepassa la statale e si prende a destra la salita con indicazione Tugliezzo.


La salita asfaltata con pendenze sul 10% mai impegnativa ci porta in breve alle prime case disabitate di Tugliezzo km 3.8 Altitudine 500 metri


Dopo una cappella votiva inizia una breve discesa sempre su asfalto e attraversato un ponte la strada riprende a salire.

 
Quando l'asfalto in corrispondenza di un casolare finisce la pendenza diventa impegnativa per circa 1 km con tratti cementati al 25% dove per rimanere in sella bisogna inclinare in avanti al massimo il busto con braccia strette sul manubrio.
Raggiungiamo Stavoli Cuel Lunc dove la nostra fatica viene premiata km 7.5
Poco dopo gli stavoli bisogna mantenere la destra e seguire la traccia fra le siepi fino alle indicazioni, poi si scende su un bel singletrack fino alla parte delle passerelle.


***AGGIORNAMENTO VARIANTE*** La parte franata difficile è stata sistemata, sono state installate delle passerelle e una scala per scendere sul ruscello.


***AGGIORNAMENTO VARIANTE*** Dopo la parte scalinata la traccia è stata sistemata e presenta numerosi segnavia CAI, non occorre quindi percorrere tratti rocciosi.
Il sentiero si fa leggermente in salita sempre pedalabile fino a un torrente con poca acqua,     in questo periodo, rio Chiampeit che si attraversa facilmente seguendo i segnali bianco rossi,poi il sentiero riprende a salire e per i primi tratti costringe a spingere la bici a mano poi diventa ciclabile.
***AGGIORNAMENTO VARIANTE*** anche dopo incessanti piogge il rio è guadabile senza grossi problemi, numerose le pitture bianco-rosse CAI presenti.

 
Si raggiungono i ruderi degli Stavoli del Verzan, poco avanti il sentiero continua sempre in leggera salita con splendidi panorami.

 
***AGGIORNAMENTO VARIANTE*** lasciare la traccia CAI 743 sulla destra a favore di quella a sinistra indicante ss13-St.lo Ravorade.
Si sale per una decina di metri a spinta su sentiero ben marcato, giunti sulla sommità della collinetta prende il via un magnifico singletrack (non è sentiero CAI ma si presenta pulito, ben marcato e molto scorrevole) che scende a valle incrociando la mulattiera che sale a Stivane.


 

Giunti alla mulattiera si può scegliere se salire a destra alla volta di Sivane o terminare l’escursione scendendo a Moggio.


 risalendo...

***AGGIORNAMENTO VARIANTE*** con la variante si arriva in Stivane di fronte agli stavoli.


Dopo una piccola rampetta si giunge ad un pianoro, poco dopo una splendida discesa ci aspetta.


Inizia un sentiero veloce e divertente che ci porta ai casolari di Borgo Cros posti in una ampia radura con un bel prato.

 
Dopo il casolare giriamo a sinistra per Povici di Sotto.
Si oltrepassa una cappella e poco avanti inizia la discesa che con numerosi e stretti tornanti non troppo impegnativi con fondo sempre compatto raggiunge un ponticello in legno che oltrepassa il rio Serai nella frazione di Povici di Sotto km 12.5

 
Svoltando a sinistra si raggiunge la strada asfaltata che porta a Resiutta.


Arrivati al bivio per Moggio,invece di continuare diritti giriamo a destra e dopo la cartiera a sinistra per Campiolo, su strada asfaltata nel primo tratto poi sterrata che dopo alcune gallerie e brevi saliscendi raggiunge la statale e quindi svoltando nuovamente a sinistra su asfalto si arriva al punto di partenza

Un ringraziamento particolare a Tiziano Ermacora per il post precedente e la costante collaborazione, a Giuliano Faleschini per avermi guidato nella variante...

Devis Deotto


Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.


mercoledì 4 aprile 2012

Tolmezzo-Lunze-Oltreviso-Mignezza-Imponzo


 
Tolmezzo-Lunze-Oltreviso-Mignezza-Imponzo

Tecnico e veloce, il trail CAI 411 che si sviluppa fra Illegio e Imponzo, a metà di un anello di 25km con partenza e arrivo a Tolmezzo.
Consigliato a chi non detesta una spintarella qua e là e qualche passaggio a piedi e predilige il trial.
Ottimo in primavera quando la vegetazione è ancora in letargo, bucaneve e ciliegi in fiore fanno da contorno a questa gita davvero emozionante.


Partenza-arrivo “al Benvenuto” di Tolmezzo
Distanza totale km 20,25
Dislivello totale 865 mt
Pend. Med. Salita 9,2%
Pend. Med Discesa -10,1%
Pend. Max Salita 37,2%
Pend Max Discesa -36,2%
Impegno fisico salita: medio
Impegno tecnico discesa: medio-alto a tratti
Periodo consigliato: primavera
Durata: 1.30 senza soste

L’ascesa a Lunze è raggiungibile (nel nostro caso) partendo dal ristorante al Benvenuto di Tolmezzo, dove iniziando a pedalare in direzione del centro bisogna svoltare a destra in salita verso la località Betania.
Su asfalto si superano le ultime case e costeggiando la palestra di roccia, sempre sulla strada principale si raggiunge dopo 3,21 km la frazione Illegio.
Giunti ad Illegio è necessario mantenere la destra al primo bivio su via Carso e continuare sulla principale fino ad uscire dal paese e immettersi sulla strada vicinale di Lunze.
Si supera una discesa e costeggiando il rio Frondizzon si inizia a salire con qualche rampa impegnativa.
Passati due tratti cementati impegnativi, la strada concede tregua, le pendenze calano notevolmente e dopo dei tornanti si raggiunge il pianoro di Lunze.
Bisogna fare attenzione a mantenere la via principale su asfalto senza svoltare ai bivi che si incontrano sulla via principale.




Al km 7,69 è il momento di abbandonare il nero bitume e svoltando a sinistra e su un ampia strada forestale sterrata raggiungere una seconda diramazione una cinquantina di metri dopo a cui prendere a sinistra in un magnifico bosco di faggio.


Si sale su strada sterrata dal fondo compatto, qualche breve rampa ci porta ad un pianoro seguito da una discesa che ci riporta sul versante Illegiano.
Pedalando in saliscendi purtroppo non panoramico ma piacevole,  si scollina facendo attenzione al km 10,17 sul ciglio destro l’attacco del sentiero CAI 411.


La discesa inizia subito scorrevole, qualche radice e qualche pietra non sono d’intralcio.


Poco dopo la traccia si restringe curvando verso destra e con un passaggio esposto raggiunge delle transenne in legno, dove, se come me avete il manubrio stile “deltaplano” dovrete scendere dalla sella e procedere a piedi qualche metro fino al greto del rio Mignezza.
A questo punto, la traccia si perde fra i sassi del rio, vi sarà molto utile la foto di seguito, si  punterà in diagonale la sponda opposta.


Avete trovato la traccia???
Bravi!!! Come premio ora vi sparate una bella salitina di 5 minuti con bici a spalla!


Tutto qui… ora non si spinge più! È giunta l’ora di fiondarsi in discesa verso Imponzo.
Un primo tratto costeggiato da prati ci porta agli stavoli Mignezza (km 11,05), poco dopo sulla destra è presente una cappella votiva e un crocefisso in legno, la traccia continua ben marcata e senza diramazioni.


La traccia inizia a farsi insidiosa con molte foglie e passaggi tecnici, è necessario seguire la via principale con l’ausilio delle foto.
Attraversiamo un tratto acquitrinoso con del fango e un bivio a cui svoltare a destra (la traccia a sinistra porta ugualmente alla strada sottostante) si scende con notevole pendenza sino alla cementata “Vicinale Stavoli Palis”


Ora, sulla cementata per una cinquantina di metri, al km 12 sulla sinistra prima di una curva dovremo piegare su singletrack.


Si scende senza grosse difficoltà facendo attenzione ai numerosi segnavia CAI, sono presenti delle laterali che portano a degli stavoli ma con tracce poco battute, è quindi impossibile sbagliare.


Lungo la discesa attraverseremo un tratto dove la vegetazione si dirada permettendo uno sguardo sulla vallata sottostante e alcuni stavoli con bellissimi ciliegi in fiore.

Incroceremo proprio sul sentiero una costruzione rurale con il segnavia dipinto su un angolo, lasceremo la costruzione alla nostra sinistra scendendo qualche tratto scalinato.

Qualche metro con bici a mano per un passaggio impossibile ci porta ad una colonnina con l’indicazione “Troi par Vuargnee” proseguiremo in discesa senza seguire l’indicazione (proseguendo la traccia lungo "Vuargnee a sinistra, il sentiero è più scorrevole e si apre dalla folta vegetazione poco dopo il bivio uscendo sopra il paese di Imponzo).


***AGGIORNAMENTO (maggio 2012)***
L'ultima parte del sentiero verso il mulino è franata e non ciclabile, sono presenti delle fettucce che sbarrano l'accesso al sentiero.(è presente una vecchia rete metallica)
Nei pressi dello stavolo (in alto a sinistra del nostro arrivo) svoltare a destra seguendo le fettucce bianco-rosse, attraversare a piedi una piccola insenatura e proseguire sulla traccia erbosa che si addentra nel bosco.
Alla confluenza più a valle con la condotta del mulino svoltare a sinistra in discesa e costeggiarla fino a raggiungere l'abitatato di Imponzo confluendo su via Mignezza.

Ancora in sella per il finale molto trialistico che conduce dopo due stretti tornanti, al mulino di Imponzo confluendo su… via Mignezza, logicamente!
Attenzione all'ultimo tratto  equilibristico ma pericoloso per gli spuntoni metallici che sorreggono la staccionata in legno.

All’incrocio con l’asfaltata prenderemo a sinistra verso il centro del paese e attraversandolo ci porteremo su “via latteria” svoltando a sinistra e al km 13,62 lasceremo l’asfalto a favore di una mulattiera che si stacca a sinistra.
Sarà necessario seguire la mulattiera fino a confluire sulla statale e svoltando a sinistra costeggiando il torrente But raggiungere Tolmezzo.
Seguendo le indicazioni per il centro raggiungeremo poi il punto di partenza sulla strada provinciale delle tre croci.


Devis Deotto


Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.

domenica 1 aprile 2012

Anello Val Incarojo



Nella bellissima Val Incarojo, una verdeggiante e fiorita vallata che culla il comune di Paularo, in un magnifico scenario primaverile ci accingiamo a affrontare un’escursione molto dura ed impegnativa, ma nello stesso tempo ricca di panorami mozzafiato e introvabili singletracks.


Itinerario: Paularo-Chianeipade-Turriee-Forchiutta-Griffon-Dierico-Paularo


Distanza: 20 km
Quota max: 1614 mt
Dislivello totale: 1200mt
Pendenza max salita: +39,1%
Pendenza max discesa: -37,6%
Impegno fisico: elevato
Tratti a spinta: 1 ora
Tempo di percorrenza 2,30h senza soste
Percorribile da maggio a settembre


Si parte dall’abitato di Paularo dal parcheggio posto sulla sinistra subito dopo al distributore, si pedala in direzione Tolmezzo e al bivio prima del ponte si svolta a sinistra seguendo l’indicazione per Dierico, si costeggia in discesa il parco giochi e al termine si affronta la prima delle dure rampe che portano a Dierico.  


Arrivati al paese, si punta verso il centro su via Notaio Sartori e al km 1,68 si svolta in salita a sinistra su via della scuola arrivando ad un trivio a cui si dovrà proseguire dritti sulla “strada interpoderale Fau” che conduce al rifugio Chianeipade.
Bisogna porre molta attenzione che da questo punto fino al rifugio Chianeipade incroceremo diverse laterali, consiglio quindi un attenta lettura facendo attenzione ai numerosi rifermineti menzionati nella descrizione.
Al km 2,69 proseguiremo a destra in discesa tralasciando la strada che sale a sinistra verso “Cuesta libara”.


Il secondo dei numerosi crocevia lo troveremo al km 3,44 dopo un fantastico pianoro molto panoramico sulla vallata sottostante, bisogna proseguire a sinistra anche se alla vista della pendenza ci verrebbe voglia di tornare indietro.


Le rampe da qui a Chianeipade non concedono tregua e a tratti bisogna scendere dalla sella.
Al km 4,72 (Cristo in legno sulla destra) cogliamo l’occasione del terzo bivio con delle panchine e con la scusa di dare un occhio alla cartina ci riprendiamo un po’ dall’affanno, poi proseguiamo dritti mantenendo la sinistra.


Alle pendici del monte Chiastilirs, avvicinandoci sempre più a Chianeipade attraversiamo il bosco Cullar e troviamo una biforcazione a cui bisogna mantenere la sinistra in salita, km 5,37.


Manca poco a Chianeipade, ci troviamo ad un grande trivio con panchina in legno (km 5,65 freccia rossa su albero a destra) prendere la traccia a destra seguendo la freccia.


Si riparte, la pendenza cala e la vegetazione si fa fitta, poco dopo passeremo a fianco del cartello giallo “Foresta Forchiutta” e dopo qualche metro la pineta si dirada lasciando spaziare sul rifugio Chianeipade in alto a sinistra, la carrareccia aggira la costruzione fino a confluire ad un bivio che porta ad essa, (svoltando al bivio a sinistra) una sosta ristoratrice è d’obbligo.


Ripresa la via, al bivio precedentemente descritto svolteremo a sinistra in discesa (traversine in ferro sulla carrareccia)


Solo 2 bivii ci separano dall’uscire da questo labirinto di stradine, al km 7,18 dovremo mantenere la destra evitando la diramazione che sale a sinistra e al successivo che raggiungiamo poco dopo ancora a destra in discesa fino all’attraversamento del rio Cullar.


Al km 7,42 dovremo guadare il rio Cullar e con l’aiuto degli ometti (pile di pietre che segnano la via) individuare il sentiero CAI 438 che sale sulla destra (è molto visibile e protetto da staccionate per tutta la sua lunghezza).


Iniziamo l’ascesa a spinta, la traccia è ben marcata e non impegnativa e in 30-35 minuti si raggiunge un pianoro con un cippo degli alpini.
Si spinge ancora una ventina di minuti, circondati da un magnifico panorama sui rilievi e le vallate sottostanti, la casera Turriee è ormai prossima.

La casera-ricovero è in buone condizioni e dispone di 4 posti letto.

Riprendiamo la memorabile “raidata” e su un traverso (nel nostro caso nevoso) pedalabile CAI 435 ci dirigiamo alla volta di casera Forchiutta che raggiungiamo su un emozionante e veloce discesa su single seguita da un rilassante pianoro fra secolari faggi.
Durante la discesa raccomando di rimanere costantemente sulla traccia principale seguendo i segni azzurri su alberi e rocce.
Giunti a Forchiutta si apre fra la pineta un fantastico sipario sull’alta Val Incarojo, e prima di ripartire per la prossima entusiasmante e velocissima discesa è di rito udire il “rumore del silenzio” e inebriarci di questi scorci offerti dalla natura.

Giù ancora, ora su letto d’aghi di pino… e facendo attenzione a non pinzare eccessivamente il posteriore per non lasciare traccia del nostro passaggio si scende a Forca Griffon (km 12,83 quota 1248mt).
Andremo a confluire sulla forestale che proviene da Bevorchians e proprio alla destra del nostro arrivo dovremo fare attenzione a rilevare la partenza del sentiero-mulattira CAI 434.

La discesa sul 434 non va assolutamente intrapresa in solitaria in quanto la traccia è debole e con diversi passaggi tecnici fatti da guadi e arrampicate su scarpata esposta, è necessario un GPS cartografico e molta attenzione nel rilevare i segnavia CAI sulle piante.

Al km 14,86 la traccia CAI 434 attraversa il “Plan di Muele” e si dirige verso gli stavoli “Fau” con pianori e brevi risalite, in questo punto è ben marcata e impossibile perderla.
Si scende veloci su singletrack compatto fino a confluire su una carrabile, la quale va attraversata proprio di fronte sempre sul CAI 434, un tratto esposto e ghiaioso è consigliato con bici alla mano.
Il rio “Mueia” va a chiudere questa fantastica escursione, lo attraversiamo su un ponte e dopo ad esso prendiamo a sinistra in discesa (km 16,59)

Ora su sterrata ci dirigiamo verso valle e alla vista della comunale asfaltata di Dierico non ci rimane altro che seguire la segnaletica stradale per Paularo svoltando a destra, c’è da dire che risalire a Dierico dopo un tour simile è la ciliegina sulla torta… provare per credere!!!



 Deotto Devis



Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.